Si celebra oggi, giovedì 4 settembre, a Ponte di Brenta, a partire dalle ore 10.00, la Commemorazione dell’Appuntato di Pubblica Sicurezza Antonio Niedda, Medaglia d’Oro al Merito Civile, nel 50° anniversario della sua uccisione in via delle Ceramiche.
Questa mattina, dinnanzi alla lapide in memoria di Antonio Niedda, alla presenza dei familiari della Vittima, del Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio, del Prefetto Giuseppe Forlenza, dell’Assessore alla Sicurezza Diego Bonavina e dei Dirigenti e Funzionari della Polizia di Stato di Padova, vi è stata la deposizione, in onore del Caduto, della corona di alloro del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, mentre il trombettiere intonava le note del “Silenzio d’Ordinanza”.
A seguito della benedizione impartita dal Cappellano della Polizia di Stato Don Ulisse Zaggia, il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha ricordato con commozione il valore del sacrificio di Antonio Niedda, sottolineando:“La vita di Antonio Niedda, spezzata dalla violenza e dal terrorismo, rappresenta un monito e un esempio per tutti noi. In quegli anni difficili, Padova e l’Italia intera erano attraversate da tensioni profonde, volte a minare le istituzioni democratiche. Niedda, con disciplina e dedizione, ha dimostrato cosa significhi servire lo Stato con onore. Il suo sacrificio è un atto di coraggio che rafforza i valori di legalità e sicurezza su cui si fonda la nostra comunità. Oggi desidero soffermarmi in particolare sull’importanza di custodire la memoria e i principi per i quali ha dato la vita: alla comunità spetta il compito di non dimenticare”.
Il Prefetto di Padova Giuseppe Forlenza ha ricordato Antonio Niedda: un “eroe silenzioso”, esempio di coraggio, dedizione e spirito di servizio, valori che costituiscono il fondamento stesso della nostra comunità. La Medaglia d’Oro al Merito Civile a lui conferita non è solo il tributo a un singolo uomo, ma un riconoscimento collettivo all’impegno quotidiano di tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato che, come Niedda, scelgono di servire lo Stato con disciplina e responsabilità, fino all’estremo sacrificio. La sua memoria – ha ricordato il Prefetto – deve restare viva come patrimonio di valori per le nuove generazioni, affinché il suo esempio continui a guidare la comunità.
L’Assessore alla Sicurezza del Comune di Padova Diego Bonavina, portando il saluto del Sindaco e della città di Padova, ha ricordato: “il sacrificio di Antonio Niedda e l’impegno delle Forze dell’Ordine e della Magistratura hanno permesso di superare gli anni difficili del terrorismo. Dietro ogni divisa e ogni istituzione ci sono persone reali, con le loro famiglie e valori, e riconoscere questa umanità è fondamentale per costruire una comunità più forte e unita.
Francesco Niedda ha ricordato il dolore vissuto da bambino per la morte del padre Antonio: “Cinquant’anni dopo, quel dolore si è trasformato in forza e speranza grazie alla fede e al sostegno della mia famiglia”. Ha aggiunto un pensiero rivolto ai colleghi della Polizia di Stato: “Il vostro impegno quotidiano rinnova e onora il sacrificio di mio padre”.
Era il 4 settembre 1975 quando l’Appuntato della Polizia Stradale Antonio Niedda, di pattuglia assieme al Brigadiere Armando Dalla Pozza, veniva ucciso a colpi di arma da fuoco da un appartenente alle Brigate Rosse controllato, insieme ad altro militante, mentre era in sosta a bordo di un’auto in via delle Ceramiche a Ponte di Brenta.
Usciti in servizio quella mattina di inizio settembre, dopo alcuni controlli effettuati in Autostrada, l’Appuntato Antonio Niedda e il Brigadiere Armando Dalla Pozza decisero di spostarsi verso Ponte di Brenta per un servizio antirapina. È in via delle Ceramiche che notarono una Fiat 128 bianca con due persone a bordo ferma sul lato della strada e decisero di procedere al controllo. I due occupanti si accorsero che Armando aveva intuito che qualcosa nei loro documenti non andava, così, appena Armando voltò le spalle per dirigersi sul furgoncino per i controlli di rito, uno dei malviventi scese rapido dalla vettura e aprì il fuoco. Antonio, che stava seguendo la scena, venne colpito e crollò a terra, mentre Armando si salvò solo grazie ad un balzo che lo pose al riparo del furgoncino e grazie al fatto che la pistola utilizzata si inceppò. Riuscì a raggiungere e ad arrestare uno dei due terroristi.
L’Appuntato della Polizia Stradale Antonio Niedda lasciò la moglie e due figli piccoli.
Nel maggio 2004 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria, consegnata dal Presidente della Repubblica alla vedova.
Dopo la cerimonia si è svolta una Santa Messa in suffragio di Antonio Niedda, presso la Chiesa dei Servi di Padova, presenti i parenti ed i funzionari e poliziotti della Questura di Padova e delle Specialità della Polizia di Stato.