I rumori tra le cause più frequente di liti in condominio

Amici fino a tarda notte, musica ad alto volume, tosaerba in azione al sorgere del sole. Senza parlare del cane che abbaia o il condizionatore che fa rumore.
La convivenza in condominio può essere rumorosa. Non è un caso che da un’indagine condotta dal sito web lamministratoredicondominio.it è emerso che proprio i rumori sono tra i motivi più frequenti di liti e attriti tra vicini in condominio.
Purtroppo è anche una delle problematiche più complicate da trattare e risolvere.
Cosa fare dunque?

Il rumore è qualcosa che può essere difficile da definire e dimostrare.
Un vicino potrebbe essere molto infastidito da una televisione ad alto volume, mentre un altro potrebbe non accorgersene affatto. Qui entra in gioco il concetto di normale tollerabilità.

Cosa s’intende per normale tollerabilità?

Le cause di liti più comuni fra vicini all’interno di un condominio includono emissioni di odori come fumo di sigaretta o spazzatura, problemi causati dall’uso improprio delle parti comuni come il ballatoio, e naturalmente, il rumore.

Conversazioni rumorose, urla, strumenti musicali, home theater possono generare rumori fastidiosi al limite della sopportazione.

Rivolgersi all’amministratore affinchè intervenga, è inutile. La figura dell’amministratore, infatti, non prevede tra i suoi compiti quello di dirimere controversie tra vicini. Ancor meno l’intervento delle forze dell’ordine.
Un aiuto potrebbe arrivare invece dal regolamento di condominio, qualora esso preveda degli orari di rispetto del silenzio. Molto spesso, però, queste norme sono presenti nel regolamento condominiale, ma ugualmente disattese.

I problemi generati da rumori molesti talvolta devono essere affrontati con attenzione.
Il sottile concetto di tollerabilità di un rumore è ciò che fa la differenza.
Il problema è una questione che investe più di un condomino o la persona che presenta la denuncia è ipersensibile al rumore?
In definitiva è questo il concetto che differenzia un rumore molesto che si caratterizza come illecito civile da una emissione sonora oltre la normale tollerabilità riconducibile ad un reato.

La soluzione immediata è la mediazione civile

Dunque, come risolvere il problema?
Una soluzione immediata per riportare la pace tra vicini è la mediazione civile.
Poco dispendiosa in termini economici, l’istituzione della mediazione civile può fare la differenza nel dirimere controversie condominiali. Anche nel caso di rumori molesti.
In poche parole, una persona terza (mediatore civile) è chiamato a trovare una soluzione equa tra i contendenti.
La mediazione civile è applicabile sia nei casi di mediazione obbligatoria che in quelli introdotti per via volontaria.
L’eventuale accordo raggiunto in sede di mediazione dai legali che assistono le parti ha valore immediato ed esecutivo.

In sintesi

Non c’è dubbio: buon senso e tolleranza sono il miglior antidoto alle liti tra vicini in condominio.
L’amministratore, quasi sempre non ha strumenti per intervenire, soprattutto quando si tratta di rumori o azioni che provocano emissioni rumorose.
Tuttavia il rumore diventa illecito solo quando supera la normale tollerabilità. In questo caso, se il rumore arriva a molte persone possiamo parlare di un reato e, quindi, si può denunciare; viceversa, se i soggetti molestati sono poche persone, scatta solo un illecito civile.

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