Proseguono gli attacchi russi all’Ucraina oggi, sabato 31 ottobre 2026. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, la nuova ondata di attacchi alle infrastrutture energetiche ha lasciato quasi 280.000 famiglie senza elettricità. Zelensky ha riferito su X che la scorsa notte droni Shahed hanno colpito una centrale di cogenerazione a Kiev e che nella regione di Dnipro sono state danneggiate quattro sottostazioni elettriche.
Nuovi attacchi della Russia in Ucraina
Nelle prime ore del mattino, ha aggiunto Zelensky, un drone ha attaccato una centrale di cogenerazione a Shostka; sono state inoltre colpite infrastrutture ferroviarie a Dnipro e Kharkiv e un impianto di distribuzione del gas nella regione di Dnipro. Questi attacchi hanno creato gravi difficoltà nell’approvvigionamento elettrico: circa 200.000 famiglie nella città e regione di Dnipro e oltre 80.000 nella regione di Kiev sono rimaste senza corrente. Zelensky, che si trova oggi a Istanbul per colloqui con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha detto che le squadre di riparazione sono al lavoro per ripristinare le forniture.
Il presidente ha osservato che gli attacchi mostrano una volontà russa di colpire deliberatamente infrastrutture civili. Ha invitato la comunità internazionale a intervenire per fermare l’escalation, chiedendo sanzioni contro la Russia e nuovi pacchetti di sostegno all’Ucraina come misure incisive per avvicinare la pace.
Zelensky sui Patriot: “Ci servono ora”
Zelensky ha commentato su X la decisione degli Stati Uniti di autorizzare la vendita di 500 missili intercettori Patriot PAC-3, per un valore stimato di 2,1 miliardi di dollari, definendola una decisione forte del Dipartimento di Stato. Ha però sottolineato che le consegne potrebbero avviarsi solo tra diversi anni, mentre l’Ucraina ha bisogno di capacità antiaeree immediate per contrastare gli attacchi russi.
Il presidente ha chiesto ai partner statunitensi una soluzione transitoria per il periodo di rischio immediato, proponendo di attingere alle scorte disponibili degli alleati e di reintegrare le riserve in seguito con i missili già finanziati. Secondo Zelensky, Stati Uniti e partner europei dispongono di scorte sufficienti per soddisfare le necessità urgenti di Kiev, un approccio che ha definito fattibile. Il Dipartimento di Stato ha detto che l’approvazione rafforzerà le capacità difensive ucraine, ma non ha fornito una tempistica per le consegne; fonti citate dal Guardian stimano che i missili, che devono ancora essere prodotti, potrebbero arrivare solo nei primi anni del prossimo decennio.
Lavrov: “Putin sempre disponibile a incontrare Zelensky a Mosca”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che il presidente Vladimir Putin ha più volte affermato la propria disponibilità a incontrare Zelensky, e che la possibilità di un incontro diretto è stata ribadita dopo la richiesta di Zelensky. Lavrov ha detto che, se Zelensky desidera incontrare Putin, può recarsi a Mosca.
Lavrov ha aggiunto che, in caso di visita del presidente ucraino a Mosca, la Russia garantirebbe la sua sicurezza, affermando che tale garanzia non potrebbe essere offerta a Kiev. Ha poi osservato che chi chiede un incontro deve accettare le condizioni poste dall’altra parte, definendo questa pratica normale nella diplomazia.
Merz: “A novembre riunione dei Volenterosi a Berlino”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invitato i membri della Coalizione dei Volenterosi a una riunione a Berlino a novembre per coordinare ulteriore sostegno all’Ucraina, ha riportato Ukrinform. L’annuncio è stato fatto a Seul, al termine di visite a Singapore, Giappone e Corea del Sud, dove Merz ha discusso con i governi locali forme concrete di assistenza a Kiev.
Merz ha sottolineato che il sostegno differisce a seconda dei Paesi, ma che ovunque c’è la volontà di aiutare e di fare il possibile per porre fine alla guerra. Ha detto di voler approfondire l’incremento delle capacità per l’Ucraina e che molte discussioni si stanno svolgendo in via riservata con i Paesi che potrebbero ancora fornire supporto.
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