Polonia, scontro su Corte Costituzionale e Nawrocki forza ingresso nella sede: “Tusk minaccia sicurezza nazionale”

Lo scontro istituzionale in Polonia si è aggravato tra il presidente conservatore Karol Nawrocki e il governo del premier Donald Tusk sul controllo della Corte Costituzionale. Nella notte Nawrocki ha forzato l’ingresso nella sede della Corte a Varsavia; questa mattina ha definito la crisi una minaccia per la sicurezza interna del Paese e ha chiesto consultazioni urgenti con tutte le forze parlamentari per «stabilizzare la situazione politica e ripristinare l’ordine costituzionale». Rivolgendosi ai manifestanti radunati davanti all’edificio, presidiato dalle forze di sicurezza, il capo dello Stato ha chiesto il ripristino dello Stato di diritto e il ritiro delle forze dispiegate dal governo nei locali della Corte. Nawrocki aveva interrotto una visita ufficiale in Senegal per rientrare a Varsavia; alcuni video lo mostrano mentre forzava l’accesso alla sede.

La crisi è esplosa dopo la sospensione del presidente della Corte Costituzionale, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice. Secondo un comunicato pubblicato sul sito della Corte, Swieczkowski — nominato durante il governo del partito Diritto e Giustizia (PiS) — è stato temporaneamente sostituito da Anna Korwin-Piotrowska, una delle cinque giudici recentemente nominate dall’attuale Parlamento e non riconosciute da Nawrocki, sostenuto dal PiS. La vicenda è l’ultimo capitolo di un conflitto prolungato sulla magistratura polacca.

Nel corso della notte, dopo aver superato una forte resistenza, il presidente polacco è riuscito a entrare nell’edificio del Tribunale Costituzionale di Varsavia. Le forze conservatrici si sono chiaramente schierate attorno al presidente, e la contesa tra Nawrocki e Tusk per il controllo di questo organismo costituzionale continua. Alcuni video mostrano il momento in cui il presidente, che ha diritto di accesso ovunque nel Paese, entra forzando l’edificio; in altri filmati lo si vede all’interno confrontare Anna Korwin-Piotrowska — giudice sostenuta da Tusk che si era dichiarata a capo della Corte — e altri giudici recentemente nominati, dichiarando loro: «Non siete giudici del Tribunale Costituzionale». I media televisivi statali polacchi hanno in gran parte ignorato gli eventi della serata e della notte, mentre testate di opposizione e alcune televisioni private conservatrici hanno seguito attivamente la vicenda.

— Sprinter Press (@Sprinter_Press) 31 ottobre 2026

Durante gli anni di governo del PiS, dal 2015 al 2023, alla Corte erano stati nominati giudici politicamente vicini al partito, suscitando critiche da parte delle istituzioni europee. La Corte di giustizia dell’Unione europea aveva ritenuto che l’organo non potesse essere considerato indipendente e imparziale a causa di gravi irregolarità nelle procedure di nomina dei giudici e del suo presidente. Dopo la vittoria elettorale del 2023, la coalizione guidata da Tusk ha avviato un processo volto a rimuovere e riformare le modifiche giudiziarie controverse introdotte dai precedenti governi.

Agli eventi della notte è seguito uno scontro molto duro tra le parti. Swieczkowski ha parlato di «colpo di Stato» e di «attacco a un’istituzione costituzionale», sostenendo che la Corte sia composta da «giudici nominati legalmente, non da usurpatori entrati dalla porta sul retro accompagnati dalle forze di sicurezza del governo». Di segno opposto la reazione del ministro della Giustizia, Waldemar Zurek, che ha condannato l’ingresso forzato di Nawrocki, definendolo inaccettabile e «scandaloso» e accusando il presidente di sfruttare la sua immunità per alimentare ulteriori tensioni nelle piazze.

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