Cpi, Benifei (Pd): ‘con premio Sakharov Pe si oppone a sforzo Trump di indebolirla’

“Con il conferimento del premio Sakharov alla Corte penale internazionale, il Parlamento europeo ha dato prova di coraggio e dignità, superando troppi silenzi di governi e la prudenza della Commissione europea. Con questa scelta inviamo un messaggio chiaro: nei rapporti internazionali deve prevalere il diritto, non la pressione politica. È una posizione particolarmente significativa in un momento in cui l’amministrazione Trump sembra voler indebolire la Corte e la sua indipendenza”, afferma all’Adnkronos Brando Benifei, eurodeputato del Partito democratico (S&D) e presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con gli Stati Uniti.

La decisione dell’Eurocamera può influire sui rapporti tra Ue e Usa in una fase così delicata? Benifei osserva che è difficile prevedere le mosse future dell’amministrazione Trump: la sua agenda appare spesso volta a coprire gli errori precedenti in ambito economico, commerciale, politico e diplomatico, anche in vista delle elezioni di midterm. L’avvicinamento di Washington alla Russia, con la sospensione di alcune sanzioni prevista dal Graham Act per consentire l’acquisto di idrocarburi russi, viene giudicato da lui una scelta miope e rischiosa, perché può finanziare indirettamente lo sforzo bellico di Vladimir Putin senza produrre vantaggi evidenti per il prezzo dei carburanti negli Stati Uniti. Secondo Benifei, questa posizione suscita opposizione non solo tra i democratici, ma anche tra molti repubblicani.

Benifei sottolinea l’importanza di un’istituzione come la Corte penale internazionale in un contesto segnato da forti pressioni della Casa Bianca sull’ente, sui suoi funzionari e sugli Stati membri, tese a indebolirla. I mandati d’arresto emessi dalla Cpi — nei confronti di Vladimir Putin per presunti crimini di guerra legati alla deportazione e al trasferimento illegale di bambini ucraini, e nei confronti di Benjamin Netanyahu, Yoav Gallant e della leadership di Hamas per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza — evidenziano, secondo l’eurodeputato, quanto sia essenziale garantire e difendere l’indipendenza della giustizia internazionale.