FLOROVIVAISMO. COLDIRETTI: “NEL 2027 IL V CONGRESSO NAZIONALE DEL FIORE IN VENETO”.
Passaggio del testimone con Coldiretti Toscana. Salvan: “Valorizziamo le nostre imprese e lavoriamo per dare risposte concrete alle esigenze del settore”
Sarà il Veneto a ospitare nel 2027 la quinta edizione del Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti. L’annuncio è arrivato a Torre del Lago Puccini, in occasione del IV Congresso nazionale, con il simbolico passaggio del testimone da Coldiretti Toscana a Coldiretti Veneto, che si prepara ad accogliere il prossimo appuntamento dedicato a uno dei comparti strategici del Made in Italy.
“Accogliere il Congresso nazionale del Fiore sarà un’opportunità importante per valorizzare le nostre imprese e dare visibilità a un settore che rappresenta una componente significativa dell’agricoltura veneta – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. Vogliamo arrivare a questo appuntamento portando all’attenzione nazionale il lavoro che stiamo facendo per rispondere alle esigenze concrete dei florovivaisti, sostenere la competitività delle aziende e riconoscere il ruolo del verde nella qualità ambientale e nella valorizzazione dei territori”.
Il florovivaismo veneto conta 1.300 imprese per una superficie di quasi 2.500 ettari di superficie e un valore della produzione di oltre 225 milioni di euro, secondo i dati di Veneto Agricoltura. Padova è la prima provincia per numero di aziende, con circa 400 imprese, pari al 30% del totale regionale. Numeri che testimoniano il peso economico e produttivo del comparto e il contributo delle aziende venete alla filiera nazionale del verde, della floricoltura e del vivaismo.
A livello nazionale, il florovivaismo rappresenta una realtà di primo piano del Made in Italy, con circa 19mila imprese, 30mila ettari di superficie e un valore della produzione superiore a 3,5 miliardi di euro nel 2025. Nello stesso anno, l’export italiano di piante e fiori ha raggiunto il record storico di quasi 1,3 miliardi di euro, confermando le potenzialità del settore sui mercati internazionali. Un risultato che rende ancora più importante sostenere la competitività delle imprese, favorire l’apertura di nuovi mercati e investire in innovazione, ricerca e sostenibilità.
Le tensioni geopolitiche e le difficoltà delle rotte commerciali mostrano quanto il settore sia esposto a fattori esterni. L’aumento dei costi di fertilizzanti, gasolio e materie plastiche pesa sui bilanci aziendali, mentre i rallentamenti dei trasporti penalizzano soprattutto le produzioni altamente deperibili. Per questo Coldiretti sottolinea la necessità di sostenere l’internazionalizzazione, semplificare le procedure di accesso ai mercati esteri e garantire strumenti adeguati per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Fondamentali sono anche gli investimenti in ricerca, innovazione tecnologica e formazione, insieme alla difesa delle imprese da costi e oneri impropri.
In questo contesto si inserisce il lavoro di Coldiretti Veneto, impegnata nel confronto con le istituzioni regionali per dare risposte alle esigenze delle imprese. Tra le priorità c’è l’aggiornamento dei parametri per il riconoscimento dei consumi di gasolio agricolo alle aziende florovivaistiche, affinché tengano conto dell’evoluzione delle tecniche produttive e dei reali fabbisogni aziendali.
Accanto al sostegno economico, l’organizzazione lavora per promuovere il verde e rafforzare il ruolo del vivaismo nella pianificazione dei territori. Su iniziativa di Coldiretti Veneto è stato infatti depositato in Consiglio regionale un progetto di legge per incentivare la piantumazione di alberi nei piccoli Comuni, attraverso contributi dedicati. L’obiettivo è favorire la diffusione del verde urbano e periurbano, rafforzare le filiere forestali e migliorare la qualità ambientale e paesaggistica, creando nuove opportunità anche per le imprese del settore.
“Il florovivaismo non produce soltanto fiori e piante: offre competenze, lavoro e soluzioni concrete per rendere i nostri territori più belli, vivibili e resilienti ai cambiamenti climatici – prosegue Salvan –. Per questo servono politiche capaci di accompagnare le imprese, sostenerne gli investimenti e valorizzare il contributo che possono dare alla sostenibilità. L’aggiornamento dei parametri del gasolio e la proposta di legge sulla piantumazione degli alberi vanno proprio in questa direzione: dare risposte ai produttori e creare nuove opportunità di sviluppo per le comunità”.
Con il passaggio del testimone dalla Toscana, Coldiretti Veneto avvia dunque il percorso verso il Congresso del 2027, con l’obiettivo di fare del V Congresso nazionale un momento di confronto concreto tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca. Un’occasione per portare al centro le esigenze dei produttori, rafforzare la competitività del florovivaismo italiano e riconoscere il ruolo strategico delle aziende che ogni giorno coltivano bellezza, economia e futuro del verde.