16 settembre 2026 | 00.02
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La proposta di una tregua energetica tra Ucraina e Russia non si è concretizzata: Mosca prende tempo e il conflitto continua sia sul terreno sia nella sfera delle pressioni politiche. Un episodio recente riguarda l’abbattimento di un drone in Lituania da parte di due caccia italiani impiegati nelle operazioni Nato. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in visita in Lituania, ha sottolineato che la partecipazione italiana alla Task Force Air “Baltic Thunder III” dimostra l’impegno per la sicurezza del fianco orientale e la responsabilità condivisa a livello europeo, ribadendo che la pace in Ucraina resta un elemento cruciale per la stabilità del continente. L’Italia è impegnata nelle operazioni Nato sul fianco est da oltre dieci anni.
Mosca lancia accuse e minacce
Da Mosca arrivano messaggi contrastanti: la proposta di tregua energetica avanzata da Donald Trump è stata accolta positivamente, ma non ha ricevuto un assenso formale da Vladimir Putin. Al posto di un’intesa, la linea russa è stata di accuse e avvertimenti, con l’accusa all’Ucraina di continuare a colpire raffinerie e impianti.
Secondo il governo russo, la responsabilità della mancata soluzione ricadrebbe su terzi. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha sostenuto che, se gli Stati Uniti e l’Europa non avessero rinunciato agli accordi raggiunti nell’agosto 2025 ad Anchorage tra Putin e Trump, il conflitto in Ucraina sarebbe già terminato. Lavrov ha dichiarato che la Russia è disposta a cercare “compromessi ragionevoli” per una soluzione, ma ha ribadito l’opposizione all’avvicinamento della Nato ai confini russi, secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax.
La Polonia nel mirino di Mosca
Il consigliere del presidente russo Nikolai Patrushev ha attaccato le dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che aveva affermato che la Nato non avrebbe difficoltà a prevalere in un conflitto con la Russia. Patrushev ha avvertito che, in caso di azioni militari contro Mosca, la Polonia rischierebbe conseguenze rapide e gravi.
La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha poi accusato l’Europa di aumentare il rischio di escalation avvicinando potenzialmente armi nucleari ai confini russi, definendo tale politica pericolosa. Pur senza usare toni estremi come altri esponenti della sfera mediatica russa, Zakharova ha invitato gli interlocutori occidentali a valutare con serietà gli avvertimenti di Mosca e a mantenere un approccio prudente.
Messaggio a Kiev: richiesta di allontanamento del personale straniero
Negli ultimi giorni la Russia ha chiesto al personale delle ambasciate straniere a Kiev di lasciare il Paese, dopo l’attacco a un treno vicino al confine con la Polonia avvenuto domenica, in prossimità del passaggio di un convoglio che trasportava esponenti o ex esponenti di governi europei, tra cui l’ex primo ministro britannico Boris Johnson. Mosca mantiene il monito nonostante alcune interlocuzioni diplomatiche occasionali che hanno chiesto garanzie per i viaggi di personalità straniere. La Russia accusa inoltre le autorità ucraine di usare visitatori stranieri come potenziali scudi umani, sollecitando i politici e i diplomatici occidentali a valutare attentamente i rischi.
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