Scendono i tempi della giustizia civile: in Italia dai 556 giorni del 2019 si è passati ai 291 del primo semestre 2026
Per Padova dati ancora migliori: siamo a 211 giorni, vale a dire 80 giorni in meno.
Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “la velocità della giustizia? Importante quanto infrastrutture, fiscalità, trasporti ed energia”
La proverbiale lentezza della giustizia civile italiana non è più tanto proverbiale. Soprattutto perché è meno lenta e, a Padova, è ancora meno lenta (anche se non si può ancora dire che sia “veloce”) visto che si colloca nettamente al di sotto della media nazionale per durata dei procedimenti di primo grado. Lo dicono i dati del Ministero della Giustizia elaborati dall’Istat e pubblicati dal Sole 24 Ore.
Allora: nel primo semestre 2026 la durata media di una causa civile nei tribunali italiani è scesa a 291 giorni, contro i 556 del 2019, con una riduzione del 47,6%. Nelle Corti d’Appello si è passati da 654 a 352 giorni (-46,2%), mentre in Cassazione da 1.302 a 608 giorni (-53,3%).
Anche l’arretrato si è ridotto sensibilmente: i procedimenti pendenti complessivi sono passati da quasi 1,9 milioni nel 2019 a circa 1,26 milioni al 30 giugno 2026.
A Padova, sul fronte dei tempi, le cose vanno ancora meglio: il Tribunale di Padova registra 211 giorni, con una diminuzione del 43,9% rispetto al 2019. Significa 80 giorni in meno rispetto alla media italiana, quasi tre mesi.
“È un risultato che valica i confini del sistema giudiziario – commenta Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova – perché la velocità della giustizia civile è uno dei fattori che determinano la qualità dell’ambiente nel quale operano le imprese. Quando un contratto viene fatto rispettare in tempi ragionevoli, quando un credito può essere recuperato più velocemente e quando una controversia non resta aperta per anni, diminuisce l’incertezza con effetti positivi sui costi delle imprese”.
Che si sia in presenza di una dimensione economica rilevante non è un mistero per nessuno. Però le stime richiamate dal Sole 24 Ore indicano che le inefficienze della giustizia civile possono arrivare a pesare per circa l’1% del Pil, più o meno la crescita prevista per quest’anno per l’Italia.
Tempi lunghi, ovviamente, significano capitale immobilizzato, maggiori costi finanziari, difficoltà nel recupero dei crediti e minore attrattività per gli investimenti.
“Per una micro o una piccola impresa – continua Bertin – un credito non incassato per mesi o una controversia che si trascina alle calende greche non rappresentano una voce astratta di bilancio. Possono significare meno liquidità per pagare i fornitori, impossibilità di assumere una persona, rinvio nella scelta di fare un investimento o di rinnovare un punto vendita. Quegli 80 giorni di differenza tra Padova e la media nazionale hanno quindi un valore economico concreto”.
Secondo Confcommercio Padova, il miglioramento ottenuto anche grazie agli investimenti del PNRR, all’ufficio del processo, alla digitalizzazione e alle modifiche procedurali va ora reso strutturale.
“Padova compete ogni giorno con altri territori per attirare imprese, investimenti e persone – conclude Bertin -. Lo facciamo in termini di infrastrutture, fiscalità, trasporti ed energia. Dobbiamo però considerare allo stesso modo anche l’efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia. Un territorio nel quale una controversia si risolve prima è un territorio nel quale investire comporta meno rischio. E oggi, nella competizione tra territori e sistemi economici, anche il tempo è un’infrastruttura”.
PADOVA 14 SETTEMBRE 2026
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