14 settembre 2026 | 06.06
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Il Regno Unito è al centro di tensioni istituzionali: i leader di Scozia, Galles e Irlanda del Nord si riuniscono oggi a Cardiff per concordare una posizione comune sul diritto all’autodeterminazione e sulla possibilità di referendum sul futuro costituzionale delle loro nazioni. Secondo il Telegraph, il vertice dovrebbe includere una dichiarazione congiunta su economia, energia, rapporti con l’Europa, cooperazione interna e autodeterminazione, mentre aumenta la pressione su Londra sul destino dell’Unione.
Il memorandum in preparazione, sempre secondo il quotidiano, chiederà il diritto delle tre nazioni a decidere il proprio assetto costituzionale e propugnerà un rafforzamento dei legami con i Paesi europei. La dichiarazione sosterrà anche il diritto a definire un futuro rapporto con l’Unione europea: in caso di indipendenza Scozia e Galles potrebbero chiedere l’adesione come nuovi Stati membri, mentre per l’Irlanda del Nord viene rimessa sul tavolo l’ipotesi di una possibile riunificazione con la Repubblica d’Irlanda. Sul tema si è espresso nel fine settimana anche Donald Trump, suscitando attenzione per il tempismo.
L’iniziativa mira inoltre a rafforzare i legami tra le tre nazioni in vista di possibili cambiamenti costituzionali. Il vertice segue lo scontro tra il primo ministro britannico Andy Burnham e il primo ministro scozzese John Swinney sulla possibilità di un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia. Burnham aveva indicato che un nuovo voto potrebbe essere considerato solo se emergesse un chiaro consenso dell’opinione pubblica, facendo un paragone con il meccanismo previsto per l’Irlanda del Nord.
Successivamente Burnham ha ribadito a Swinney che indipendenza e un nuovo referendum sono “off limits”, sostenendo che al momento non esiste un consenso sufficiente in Scozia e che una nuova consultazione rischierebbe di distogliere l’attenzione dalle priorità economiche e dal costo della vita. Ha inoltre affermato di non avere evidenza di una maggioranza favorevole alla separazione in Irlanda del Nord.
Swinney ha invece definito lo slancio verso l’indipendenza “innegabile” e ha chiesto a Burnham di concordare un meccanismo legale che permetta alla Scozia di decidere il proprio futuro. Il leader dell’SNP ha parlato di un “significativo cambiamento” nella posizione espressa dal premier alla Camera dei Comuni e ha chiesto che il principio secondo cui la maggioranza degli scozzesi possa richiedere un referendum diventi un percorso giuridico concreto.
Per la prima volta Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono guidati da forze favorevoli, seppure con differenze, a una maggiore autodeterminazione. Il primo ministro gallese Rhun ap Iorwerth ha respinto l’idea che l’incontro sia un complotto per “smembrare” il Regno Unito, descrivendolo invece come un tentativo di rafforzare il ruolo del Galles e delle altre nazioni all’interno dell’Unione.