Coppia inglese imprigionata in Iran da 600 giorni dopo viaggio in moto: “Dovreste essere scioccati”

09 settembre 2026 | 17.42

Tempo di lettura: 2 minuti

Una coppia inglese è detenuta in Iran da 600 giorni. Craig e Lindsay Foreman, riferisce la Bbc, sono stati arrestati nel gennaio 2025 durante un viaggio in moto nel Paese. I loro familiari hanno organizzato una manifestazione in moto per le strade di Londra e hanno consegnato una lettera all’ambasciata iraniana a Londra.

“La loro detenzione dovrebbe sconvolgere tutti”, ha detto la famiglia. Il figlio di Lindsay, Joe Bennet, ha chiesto un cambio di strategia per riportare la coppia a casa. I Foreman, originari dell’East Sussex, sono stati condannati lo scorso febbraio a 10 anni di carcere con l’accusa di spionaggio; entrambi negano le imputazioni e restano detenuti nella prigione di Evin, a Teheran. Bennet ha avvertito che ripetere le stesse azioni non cambierà la situazione: “Se continuiamo a fare le stesse cose che abbiamo fatto negli ultimi 20 mesi, tra altri 20 mesi mi ritroverò qui a dire la stessa cosa”, aggiungendo che la gente dovrebbe essere sorpresa che siano ancora lì.

Il Ministero degli Esteri britannico ha affermato che la salute e il benessere della coppia sono una “priorità assoluta”. Un portavoce ha riferito che la famiglia ha incontrato il ministro per il Medio Oriente, Stephen Doughty, lo scorso agosto, durante il quale è stato illustrato quanto sia ingiustificata e deplorevole la detenzione e quali azioni il governo britannico stia intraprendendo per cercare di ottenere il loro rilascio.

Nella lettera consegnata all’ambasciata i familiari hanno chiesto che le autorità iraniane consentano ai funzionari dell’ambasciata di incontrare la coppia e hanno espresso preoccupazione per le loro condizioni, poiché i due avrebbero iniziato uno sciopero della fame durato tre mesi. Bennet ha detto che nella missiva si chiedeva anche il ripristino dei contatti telefonici regolari, definendoli un “ancora di salvezza” per la coppia e per la famiglia, e che le autorità iraniane riconoscano che si trattava di turisti innocenti e consentano il loro rientro a casa. “Ci sono due persone che stanno perdendo anni della loro vita”, ha concluso Bennet.