Germania, Bolaffi su trionfo Afd: “Cdu debole, su voto in Sassonia-Anhalt hanno pesato divisioni su Brandmauer”

07 settembre 2026 | 17.35

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La sconfitta della Cdu, un forte sentimento identitario e la mobilitazione su temi legati all’immigrazione sono stati i fattori principali che hanno determinato il risultato elettorale in Sassonia-Anhalt e la netta affermazione di Alternativa per la Germania (Afd). Secondo il politologo e germanista Angelo Bolaffi, già professore di Filosofia politica all’Università La Sapienza di Roma, le cause sono multiple e non riconducibili principalmente a ragioni economiche — dal 1991 ad oggi le regioni orientali hanno ricevuto dall’ovest circa 1,5 bilioni di euro — né esclusivamente a elementi di cultura politica degli elettori.

Bolaffi osserva che la Cdu locale è apparsa divisa sulla gestione del cosiddetto “Brandmauer”, il cordone sanitario che altri partiti hanno adottato per escludere l’Afd dal potere. A suo avviso, i dibattiti vivaci all’interno della sezione regionale del partito prima del voto e il fatto che circa 83mila ex elettori Cdu abbiano scelto l’Afd sono segnali di un mutamento di posizionamento politico in quella zona. Segnali della spaccatura interna, aggiunge, sono anche la decisione di tenere il cancelliere distante dalla campagna elettorale e la chiara indicazione che tali divisioni non si tradurranno comunque in un’alleanza tra Cdu e Afd.

È presente poi, nelle regioni orientali, un forte elemento identitario legato a una tradizione protestante, con sensibilità critiche verso l’Occidente e una più favorevole predisposizione verso la Russia, che si sente poco rappresentata dall’esecutivo federale guidato da un cancelliere di centrodestra considerato meno carismatico e proveniente dal Nordreno-Vestfalia, quindi dalla Germania occidentale più profonda. In passato Angela Merkel, protestante e cresciuta nella Germania orientale nonostante fosse originaria di Amburgo, garantiva secondo Bolaffi un tipo di collegamento con quella parte del paese. In quelle aree la propaganda filorussa ha maggiore presa e riesce a far leva su ricordi e sentimenti storici di una parte dell’elettorato; citando una nota frase spesso associata al discorso russo, “Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore”.

Il tema dell’immigrazione è stato assolutamente determinante nella campagna e nell’esito elettorale, sottolinea ancora Bolaffi, autore di saggi sulla Germania e l’Europa. Il problema della presenza di stranieri in quelle aree ha una storia: nei primi anni ’90 fu modificata la normativa sui Gastarbeiter introducendo norme che favorivano soggiorni più stabili e l’integrazione della seconda generazione, ma in quel periodo si verificarono anche violenti disordini nella ex Germania orientale legati a queste trasformazioni.

Bolaffi ricorda infine che i cinque Länder che componevano la ex Rdt hanno una popolazione complessiva simile a quella della Baviera e che nella sola Sassonia-Anhalt vivono poco meno di 2,2 milioni di persone. Il voto rappresenta senza dubbio una rottura significativa, ma ora sarà importante osservare la reazione della politica: “Non siamo di fronte a episodi comparabili con i ripetuti voti che precedettero l’ascesa di Hitler”. Quanto all’obiettivo dichiarato oggi da Alice Weidel di puntare al 40% alle legislative del 2029, Bolaffi nota che manca ancora molto tempo prima di poter valutare questa ipotesi.