Cina, condannato all’ergastolo fondatore di Evergrande

Un tribunale di Shenzhen, nella provincia meridionale del Guangdong, ha condannato oggi all’ergastolo il fondatore del gruppo immobiliare Evergrande e ha inflitto alla società e a una sua controllata una multa pari a 15,82 miliardi di yuan (oltre 2,4 miliardi di dollari). La sentenza arriva dopo il clamoroso default del 2021 che ha scosso il mercato immobiliare cinese: per anni Evergrande era stata tra le principali realtà del settore, beneficiando di un decennio di forte crescita, finché l’accesso al credito non è stato limitato dalle nuove restrizioni governative volte a frenare i prestiti e la speculazione, rendendo impossibile il rimborso dei debiti.

Secondo il tribunale, tra il 2016 e il 2021 Evergrande e il suo amministratore delegato, Xu Jiayin (noto in cantonese come Hui Ka Yan), hanno messo in atto ripetute frodi finanziarie su larga scala, gonfiando attivi e nascondendo passività, e mediante appropriazioni indebite avrebbero ottenuto il controllo di istituti finanziari non specificati. Il giudice ha disposto inoltre la revoca a vita dei diritti politici e la confisca di tutti i beni personali di Xu; il gruppo e la sua controllata sono state multate. Xu si era dichiarato colpevole ad aprile di accuse che includevano l’appropriazione indebita. Altri cinque alti dirigenti di Evergrande sono stati condannati oggi a pene detentive comprese tra sei e diciotto anni per reati come la frode, come annunciato in un post del Tribunale di Shenzhen sul suo account WeChat.