Il giornalista del Tg2 Lorenzo Lo Basso è stato fermato a Ceuta, sottoposto a controlli doganali approfonditi e obbligato a lasciare temporaneamente la propria auto e le attrezzature. Lo ha raccontato in collegamento con Agorà Estate: dopo lo sbarco, verso l’una di notte, lui e la troupe hanno esibito i passaporti; le autorità hanno notato le telecamere nell’auto e hanno detto che non era possibile entrare con l’attrezzatura senza un’autodichiarazione gratuita che Lo Basso non aveva compilato, non essendo stato informato di restrizioni di questo tipo. Ha anche ricordato di essere già stato a Ceuta durante la prima ondata migratoria senza subire simili verifiche.
Le autorità avrebbero indicato due opzioni: tornare indietro oppure lasciare sul posto veicolo e materiali. Lo Basso ha spiegato di avere collegamenti televisivi programmati e di essere disposto a consegnare il passaporto per regolarizzare la situazione il giorno successivo, ma non è stato possibile trovare un accordo. Intorno alle due di notte la troupe è stata costretta a lasciare il porto a piedi, senza le telecamere. Secondo il cronista, solo la loro auto è stata sottoposta a questi controlli, mentre circa un centinaio di altri veicoli sono sbarcati senza subire lo stesso trattamento.
Lo Basso ha definito l’episodio un “eccesso di zelo”: ha rilevato cortesia nel comportamento degli agenti ma scarsa flessibilità. Ha ipotizzato che i recenti controlli rafforzati alle frontiere spagnole possano aver influito sul modo in cui sono stati trattati i giornalisti italiani. La mattina successiva è tornato a sdoganare auto e attrezzature, con un ritardo aggiuntivo di circa due ore.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso piena solidarietà a Lo Basso e alla troupe del Tg2 incaricati di documentare la situazione a Ceuta, dove da due settimane sono segnalate tensioni. La Russa ha auspicato che l’accaduto non costituisca una ritorsione contro l’Italia e ha definito paradossale che, in presenza di movimenti di immigrati marocchini nell’enclave, i controlli rafforzati abbiano colpito in modo particolare dei giornalisti italiani.
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