Vigilia Udinese-Padova Mister Calabro: “Consapevoli delle difficoltà che incontreremo, ma abbiamo una grandissima motivazione”

Mister Antonio Calabro alla vigilia di Udinese-Padova:

Ci si ritrova dopo Monza-Padova, un’amichevole contro una squadra di Serie A, e il prossimo obiettivo è affrontare un’altra compagine di Serie A, con la differenza che questa volta in palio c’è la qualificazione in Coppa Italia.. Quali sono le motivazioni della squadra e qual è il bilancio di questa settimana di approccio al primo impegno ufficiale?

“Le motivazioni della squadra sono altissime. Se i ragazzi danno l’anima in allenamento per vincere, non
vedo perché non dovrebbero fare altrettanto quando c’è qualcosa in palio. A nessuno piace perdere. Sappiamo benissimo che tipo di avversario andremo a incontrare: il coefficiente di difficoltà si alza notevolmente e il margine di errore in campo deve essere ridotto al minimo se vogliamo provare a passare il turno. Per noi questa gara rappresenta uno step ulteriore per valutare la crescita della squadra, non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale e tattico”.

Avrai a disposizione elementi in più: Pompetti, che si è allenato  per tutta la settimana, e anche
Scaglia, arrivato da pochi giorni. Più avanti magari ci dirai cosa manca ancora a questa rosa per affrontare il campionato. Intanto, dobbiamo aspettarci un Padova molto simile, negli undici iniziali, alla squadra che affronterà il campionato? 

Cerco sempre di schierare la migliore formazione possibile. È ovvio che ho le idee chiare in testa e le scelte di domani saranno fatte anche in prospettiva della prima giornata di campionato.

Sarà anche il tuo debutto in una gara ufficiale sulla panchina del Padova.  Quali sono le tue emozioni alla vigilia di questo esordio?

Sono emozioni belle. Sento un grande senso di responsabilità nei confronti di una piazza che mi ha accolto benissimo; ho iniziato a vivere la città e a conoscere i padovani, e avverto la responsabilità di dover rispondere alla passione e all’entusiasmo che mi stanno trasmettendo. È un senso di responsabilità mio, ma ovviamente anche della squadra, che deve percepire questo entusiasmo positivo nei propri confronti. Sappiamo che, soprattutto all’inizio e nella partita di domani sera, incontreremo molte difficoltà, ma con la mentalità e l’atteggiamento giusti se ne può sempre venire fuori.

Domani saranno esattamente 35 giorni di lavoro, avendo iniziato l’11 luglio. Ti chiedo a che punto siete,
considerando anche che il mercato ha portato innesti in corso d’opera e hai dovuto lavorare con inserimenti graduali. Ti aspettavi di essere a questo punto della preparazione?

Sì, ma questi 35 giorni non sono stati tutti uguali. C’è stata una prima parte in ritiro in cui ho lavorato con un certo gruppo, poi al rientro ci sono stati degli inserimenti graduali. Siamo un gruppo intero – non solo di calciatori – che si sta conoscendo e amalgamando. Ho lavorato su alcune priorità che non sono prettamente tattiche; si tratta piuttosto di priorità fisiche e, soprattutto, mentali su cui ho insistito maggiormente rispetto ad altre situazioni. 

Ma nel complesso, la squadra a che punto si trova in vista del debutto?

Siamo allo stesso punto di molte altre squadre alla vigilia del debutto in Coppa Italia, in una fase in cui si cercano i meccanismi e la condizione migliore, e si prova a costruire una vera squadra, non solo un gruppo di singoli elementi. Diventare squadra passa inevitabilmente attraverso le esperienze sul campo, le partite vere e,
soprattutto, superando le difficoltà, ancor più che valorizzando gli aspetti positivi.

Sempre parlando del percorso di crescita della squadra, quali indicazioni ti aspetti di vedere domani? Nell’amichevole col Monza avevi accennato al fatto che ti avesse fatto storcere il naso il modo in cui avevate subito i gol, un po’ regalati, un aspetto sicuramente da correggere. Domani, di fronte a un avversario che milita da decenni in Serie A, fermo restando il divario tecnico, il Padova dovrà fare la sua partita e dimostrare di che pasta è fatto. Quali sono i progressi e le risposte che ti aspetti?

I progressi devono riguardare l’aspetto fisico, tattico e tecnico, per evitare di concedere ulteriori vantaggi a una squadra già forte per conto proprio a causa di nostri errori di lettura. Sotto il profilo fisico e tattico voglio vedere un passo in avanti, ma ciò che mi preme di più è l’acquisizione di una mentalità che funga da linea guida per il campionato. Voglio una squadra che, in fase di non possesso, cerchi di aggredire in avanti, anche se non sarà affatto semplice contro avversari di questa caratura tecnica e fisica. Se ci scopriamo troppo
dietro rischiamo di concedere l’uno contro uno ai loro attaccanti, che sono bravissimi sia tecnicamente che atleticamente a ribaltare l’azione. Mi interessa vedere l’identità e il timbro del Padova, soprattutto dinanzi alle difficoltà che inevitabilmente una squadra di Serie A ci creerà. Sarà fondamentale valutare la tenuta mentale e
l’atteggiamento dei ragazzi nell’arco di tutti i novanta minuti, specialmente quando saremo sotto pressione. Sicuramente arriveranno anche i momenti in cui metteremo in difficoltà la squadra avversaria, io lo spero, ma anche lì poi ci saranno le ripartenze avversarie, ci sarà da tornare e dare una mano in fase di non possesso. Quella capacità di soffrire e quella predisposizione al sacrificio collettivo sono gli step di crescita che vorrei vedere migliorati domani.

Ci sono indisponibili o la rosa è al completo?

Non saranno disponibili Seghetti e Marcolini, per il resto mi risultano tutti a disposizione.

Sulla formazione iniziale puoi dire qualcosa? 

No, ma non è per mancanza di rispetto nei vostri confronti, è per i ragazzi. Non la sanno ancora nemmeno loro e trovo che sarebbe poco rispettoso svelarla prima di averne parlato con il gruppo sul campo.

Una domanda su un singolo: Pompetti, che è appena arrivato. Pensi di utilizzarlo principalmente come mezzala lasciando Zuelli in regia, considerando anche che Zuelli lo conosci già per averlo allenato in passato?

Pompetti è stato acquistato per agire come interno di centrocampo, mentre Zuelli è stato preso per fare il pivot metodista davanti alla difesa. Detto questo, possono tranquillamente coesistere sia in una mediana a due, sia in un centrocampo a tre, dove all’occorrenza Pompetti può fare il pivot e Zuelli la mezzala.La società si è mossa per prendere elementi funzionali e duttili, capaci di ricoprire più ruoli sia all’interno dello stesso scacchiere tattico sia nelle rotazioni di gara, sia che si decida di costruire a uno, a due o a tre a centrocampo. Se parliamo nello specifico di Zuelli e Pompetti, sono entrambi giocatori in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana in entrambe le fasi di gioco.

Pompetti ha  un ottimo piede sui calci di punizione e d’angolo.

Assolutamente sì sui calci piazzati. In rosa disponiamo di diversi giocatori con ottime doti balistiche che ci garantiscono soluzioni importanti da fermo: penso a Caprari, allo stesso Cocchi, a Pompetti e a Zuelli. Abbiamo diversi elementi in grado di garantire traiettorie e gittate importanti sui piazzati.

(Calcio Padova)