Una Corte d’Appello federale ha confermato il blocco dei lavori per la costruzione della sala da ballo da 400 milioni di dollari prevista nell’area dell’ex Ala Est della Casa Bianca. I giudici hanno però concesso una sospensione di 14 giorni dell’ordinanza per permettere all’amministrazione di valutare un eventuale ricorso alla Corte Suprema.
La decisione, presa dalla Corte d’Appello del Distretto di Columbia con una maggioranza di due giudici contro uno, conferma l’ordinanza del giudice federale Richard Leon che dispone lo stop alla maggior parte dei lavori in superficie. Secondo il tribunale, un intervento di tale portata non può essere avviato senza una specifica autorizzazione del Congresso.
La Corte ha spiegato che il blocco riguarda la procedura adottata dall’amministrazione e non la legittimità intrinseca del progetto. I giudici hanno ritenuto che il presidente abbia dato inizio ai lavori senza il necessario via libera parlamentare e che l’amministrazione non disponga di un’autorità illimitata per ridisegnare, modificare o ricostruire la Casa Bianca per soddisfare preferenze personali.
Trump ha definito la sentenza “orrenda”. Su Truth Social ha scritto che due giudici della Corte d’Appello, nominati da Obama e Biden, hanno votato contro la realizzazione del Centro militare, che a suo dire è indispensabile per la sicurezza nazionale di Washington, D.C. e del Paese, e ha annunciato che presenterà immediatamente ricorso alla Corte Suprema, chiedendo l’annullamento integrale della decisione.
Al centro della disputa c’è un progetto da circa 400 milioni di dollari per una sala da ballo capace di ospitare fino a 1.000 persone per ricevimenti ufficiali e cene di Stato. Il costo, inizialmente stimato in circa 200 milioni e finanziato con donazioni private, è successivamente raddoppiato.
Lo scorso ottobre, per avviare il progetto, è stata demolita con ruspe un’intera ala della Casa Bianca. L’iniziativa è stata impugnata in tribunale dalla National Trust for Historic Preservation (NTHP), un’organizzazione senza scopo di lucro incaricata dal Congresso della tutela del patrimonio storico, che contesta la legittimità dell’intervento senza preventiva autorizzazione parlamentare.
Trump continua a difendere il progetto, sostenendo che la nuova struttura non servirà soltanto agli eventi istituzionali ma rafforzerà anche la sicurezza della Casa Bianca e di Washington. Ha inoltre affermato che l’edificio potrebbe ospitare una piattaforma per droni a supporto delle attività di protezione del complesso presidenziale.
La sospensione dell’ordinanza resterà in vigore per quattordici giorni, termine entro il quale l’amministrazione potrà chiedere l’intervento della Corte Suprema, aprendo un nuovo capitolo della battaglia legale sulla trasformazione della Casa Bianca.