Crisi migranti a Ceuta, 67 morti. Meloni: “Difesa confini è responsabilità europea”. Martedì riunione ministri Interno Ue

È aumentato il numero delle persone morte nel tentativo di entrare a Ceuta: la Guardia Civil ha recuperato altre dieci salme nelle ultime ore, portando il totale a 67 vittime confermate.

Meloni: difesa dei confini, responsabilità europea

La premier Giorgia Meloni ha sottolineato che le immagini da Ceuta evidenziano l’urgenza di una risposta europea all’immigrazione irregolare. Ha ricordato che l’Italia, insieme alla Danimarca, ha promosso una lettera firmata da 22 Stati membri che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare i trafficanti, rendere più efficaci i rimpatri e rimuovere gli incentivi agli ingressi illegali. Secondo Meloni, la protezione dei confini esterni non riguarda una singola nazione ma è una responsabilità condivisa dell’Unione europea.

La lettera firmata da 22 paesi

La missiva promossa da Italia e Danimarca è indirizzata al presidente del Consiglio europeo, al presidente della Commissione e al presidente di turno del Consiglio Ue, e chiede l’organizzazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per valutare la situazione e definire una risposta comune. Nella lettera si sollecita un rafforzamento delle misure contro i passaggi irregolari e le reti di traffico. Tra i firmatari figurano Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia; non risultano tra i firmatari la Spagna e la Francia.

Sanchez sollecita un vertice Ue

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee chiedendo un incontro urgente dei ministri dell’Interno dei 27 Stati membri e criticando alcune reazioni di paesi europei alla crisi di Ceuta. Secondo quanto riportato, la richiesta segue anche misure annunciate dall’Italia, tra cui la sospensione di alcuni accordi di Schengen con la Spagna.

Nella comunicazione alla presidente della Commissione, Sánchez afferma che la Spagna ha ristabilito il controllo delle frontiere, fornito assistenza umanitaria e rimpatriato la maggior parte dei migranti entrati illegalmente, impedendo anche spostamenti verso altri paesi europei, il tutto in coordinamento con il Marocco e con supporti limitati da altri Stati membri. Ha difeso la politica migratoria spagnola degli ultimi anni, che secondo lui ha ridotto gli arrivi irregolari e reso la Spagna uno dei confini esterni meno porosi dell’Ue, nonostante il suo confine terrestre con l’Africa.

Sánchez ha anche respinto proposte di esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen, definendole ingiustificate e contrarie al diritto e ai principi di solidarietà europei. Ha invitato la presidenza irlandese del Consiglio a convocare una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno per concordare una risposta comune e ribadire che la sicurezza delle frontiere esterne è responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri.

Von der Leyen convoca una videoconferenza straordinaria

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha avuto un aggiornamento in videoconferenza con i commissari competenti e ha affermato che la maggior parte delle persone arrivate a Ceuta è tornata in Marocco e che nessuno ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell’Ue. Ha sottolineato l’importanza del controllo dei confini esterni, la necessità di rafforzare ulteriormente i sistemi esistenti e di mantenere un coordinamento stretto tra le autorità.

Von der Leyen ha inoltre confermato che la Commissione ha offerto sostegno alla Spagna e ha accolto positivamente la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto sulla situazione, richiamando alla solidarietà e a una risposta europea unita contro la migrazione illegale.

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