A Bologna uno studio dell’Alma Mater li ha fissati a più di 800 milioni, a Padova potrebbero valerne tra i 600 e i 700 milioni.
Bertin (Confcommercio Padova): “Utile anche per noi uno studio scientifico al quale potrebbero concorrere Università, Camera di Commercio, Comune di Padova e Associazioni di Categoria”
L’idea di conoscere quanto “valgono” gli studenti che la frequentano, anche in termini squisitamente economici, l’ha avuta l’Università di Bologna che nel nuovo Bilancio di Sostenibilità ha inserito uno studio sull’impatto economico complessivo della presenza degli studenti in città e nelle sedi periferiche.
Ebbene, ogni giorno, a Bologna e nei territori dell’Ateneo, gli studenti immettono in media più di due milioni di euro nell’economia, cifra che, sviluppata per i 365 giorni del 2025, hanno significano oltre 808 milioni di euro, di cui 629 milioni solo nel bolognese.
Un’idea che è piaciuta a Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova.
“Uno studio analogo, magari realizzato di concerto tra Università, Camera di Commercio, Comune di Padova e associazioni di categoria, potrebbe essere utile anche per la nostra realtà perché credo che misurare con precisione quanto l’Università rappresenti per l’economia provinciale avrebbe il pregio di farci meglio comprendere non solo i bisogni degli universitari ma anche le dinamiche che ci portano a soddisfarli”.
Di sicuro, per Padova, l’Università non è soltanto un luogo di formazione.
“È una grande infrastruttura economica – continua Bertin – che come un aeroporto genera flussi di persone, investimenti, consumi, competenze e imprese. Ogni studente che sceglie Padova produce valore per il commercio, la ristorazione, l’ospitalità, i servizi, la mobilità e il mercato immobiliare»,
In piazza Bardella, sede di Confcommercio Padova, hanno anche provato a rapportare i dati dell’Alma Mater a quelli padovani secondo una stima econometrica che non sarà un dato ufficiale ma è pur sempre qualcosa che gli assomiglia.
E allora, se Bologna ha tra i 95mila e i 100mila studenti e Padova ne vanta più o meno 80mila, si può stimare un impatto economico annuo per il nostro territorio compreso tra 600 e 700 milioni di euro, una cifra che conferma all’Università un ruolo fondamentale anche come motore economico dell’intera provincia.
D’altra parte, la stessa Università di Padova, nel proprio Rapporto di sostenibilità evidenzia già un valore economico attratto superiore agli 850 milioni di euro e oltre 823 milioni di valore distribuito direttamente, altro indiscutibile segnale della rilevanza economica dell’Ateneo per il territorio.
“Saperne di più con rigore scientifico diventa dunque essenziale – aggiunge il presidente di Confcommercio Padova – ed è per questo che proponiamo che Università, Camera di Commercio, Comune di Padova e associazioni di categoria realizzino insieme uno studio ufficiale sull’impatto economico degli studenti. Solo conoscendo il valore reale dell’economia universitaria possiamo programmare meglio politiche per commercio, casa, mobilità, servizi e attrazione di talenti”.
“Padova – conclude Bertin – ha costruito nei secoli la propria identità anche grazie all’Università. Oggi dobbiamo fare un passo ulteriore: considerare gli studenti non solo come una componente della vita cittadina (talvolta colpevolmente anche mal sopportata), ma come un vero investimento strategico per la competitività dell’intero territorio. In città stanno sorgendo diversi studentati ma agli studenti dobbiamo garantire anche spazi adeguati. Con un obiettivo dichiarato: fare di tutto perché chi si forma nel nostro Ateneo rimanga a Padova”.
PADOVA 28 LUGLIO 2026
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