Le squadre antincendio in Francia e Spagna stanno correndo contro il tempo per contenere vasti roghi prima dell’arrivo di una nuova ondata di calore prevista per questa settimana; le alte temperature imminenti potrebbero rendere più difficili le operazioni di spegnimento.
Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha definito i prossimi giorni “assolutamente cruciali” in vista dell’aumento delle temperature, mentre il primo ministro Pedro Sánchez ha avvertito che si prospettano “ore difficili e complesse”. Funzionari dell’Unione Europea hanno detto che gli incendi potrebbero durare fino all’inizio di novembre, con il rischio di un anno record per la superficie bruciata.
Un rogo sulle colline di Ávila, a ovest di Madrid, è diventato il più esteso mai registrato in Spagna, interessando 50.000 ettari. Altri due incendi a nord-ovest della capitale hanno portato il totale a circa 70.000 ettari. L’agenzia meteorologica spagnola Aemet prevede che l’ondata di caldo persisterà almeno fino a domenica, complicando le operazioni per via delle alte temperature e dei venti meridionali.
Anche in Francia i vigili del fuoco parlano di una corsa contro il tempo: i meteorologi stimano temperature che in alcune aree potrebbero arrivare fino a 40°C. L’incendio nella Gironda è stato definito dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez “estremamente intenso e imprevedibile” a causa dei venti e avanza in modo irregolare verso l’area metropolitana di Bordeaux. Il sindaco Thomas Cazenave ha dichiarato di prepararsi a “ogni evenienza”, visto che le fiamme si sono avvicinate a circa 15 km dalla città e sono pronte aree di accoglienza per eventuali evacuazioni.
In visita a Bordeaux, il presidente Emmanuel Macron ha ricordato che le prossime settimane saranno difficili e che bisogna resistere. Un incendio di dimensioni più contenute nelle Landes, che ha portato all’evacuazione di oltre 30.000 persone, è stato “contenuto” ma resta “virulento”. L’incendio della Gironda ha sinora bruciato circa 42.000 ettari ed è tra le più vaste devastazioni territoriali registrate in Francia dalla Seconda Guerra Mondiale.
Nel comune di Cestas, a circa 16 km da Bordeaux, i pompieri hanno impiegato escavatori per rimuovere alberi e creare fasce tagliafuoco. Il grande rogo ha già determinato l’evacuazione di circa 220.000 persone; nelle prime ore di lunedì non si sono registrati nuovi avanzamenti significativi, ma la situazione non è sotto controllo e rimane molto difficile da gestire, secondo Nuñez.
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