Berlino, polizia a caccia di Abdul: il carcere e il sostegno all’Is, chi è il 21enne

Abdul Ballout, 21 anni, sospettato dell’attacco avvenuto la scorsa notte al Pride di Berlino e attualmente ricercato dalla polizia tedesca, è nato a Berlino nel 2005 e ha cittadinanza tedesca di origine libanese. Secondo fonti di sicurezza citate da Bild, era già noto alle autorità per reati come aggressione aggravata ed estorsione e ha scontato una detenzione in un carcere minorile fino a maggio. Le stesse fonti riferiscono che in passato avrebbe mostrato sostegno verso lo Stato Islamico. Le autorità tedesche hanno esteso la caccia all’uomo anche ai paesi confinanti, allertando Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca. Nell’attacco è stata accertata la morte di una persona e altre 16 sono rimaste ferite.

Era in libertà vigilata

Secondo Die Welt, Ballout era stato rilasciato a maggio e si trovava sotto regime di libertà vigilata. Al rilascio gli era stato proposto di seguire un programma di deradicalizzazione e prevenzione dell’estremismo composto da 26 sedute: la partecipazione, tuttavia, non sarebbe stata obbligatoria. Risulta che il giovane abbia preso parte volontariamente a due incontri, il 15 giugno e il 9 luglio; un terzo incontro era programmato per il 27 luglio, data in cui era prevista anche una prima valutazione complessiva del percorso.

L’appello della polizia

Non avvicinatelo, potrebbe essere armato e pericoloso“. Così la polizia tedesca ha diffuso la foto del sospetto, invitando chiunque lo avvistasse a chiamare immediatamente il numero di emergenza 110. Il ricercato è stato descritto come di corporatura snella, alto circa 1,90 m, capelli neri, con felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi.

Gli investigatori stanno inoltre verificando se, oltre all’impatto del furgone contro la folla al Pride nel Tiergarten, vi sia stato qualcuno sceso dal mezzo che avrebbe aggredito le persone con un’arma da taglio. Testimoni hanno riferito la presenza di ferite da taglio su alcune vittime e alcuni hanno descritto un uomo vestito di nero che brandiva un machete.

Non è ancora chiaro se il sospetto fosse alla guida del veicolo che si è schiantato contro un albero; gli inquirenti non escludono quindi la presenza di eventuali complici. Secondo le ricostruzioni disponibili, chi era al volante del furgone, rimasto gravemente danneggiato nello scontro, si sarebbe allontanato immediatamente dopo l’incidente.

Merz: “A Berlino crimine atroce, un attacco alla nostra società”

Il cancelliere Friedrich Merz ha definito l’episodio “un crimine atroce, un attacco alla nostra società”. Ha ricordato che centinaia di migliaia di persone avevano partecipato pacificamente alla manifestazione di Christopher Street Day e ha sottolineato l’impegno per il rispetto e la tolleranza reciproci. Merz ha assicurato che il fatto sarà indagato con la massima severità, ha espresso vicinanza alle vittime e ai loro familiari e ha augurato una pronta guarigione ai feriti, ringraziando i soccorritori per il loro intervento.

Meloni: “Italia condanna odio ed estremismo, al fianco del popolo tedesco”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a nome del governo italiano, ha espresso solidarietà e vicinanza per i fatti di Berlino, condannando con forza ogni forma di odio ed estremismo. Ha dichiarato l’impegno dell’Italia a difendere la libertà e la sicurezza dei cittadini e ha rivolto un pensiero commosso ai familiari della vittima, augurando pronta guarigione ai numerosi feriti e ribadendo il sostegno all Germania e al popolo tedesco.

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