La Russia ha annunciato l’espulsione dell’addetto militare dell’ambasciata italiana a Mosca e di un suo collaboratore come risposta alle azioni dell’Italia, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, all’agenzia Tass. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aveva definito il provvedimento di Mosca «senza motivo» e «una plateale ritorsione» dopo l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi accusati di spionaggio; Zakharova ha contestato tale ricostruzione, accusando Tajani di aver mentito nel parlare di una decisione immotivata.
Espulsione: tre giorni per lasciare il Paese
Il ministero degli Esteri russo ha affermato che «nessuna azione ostile o provocatoria contro i diplomatici russi resterà impunita» e ha confermato la dichiarazione di persone non gratae nei confronti dell’addetto militare dell’ambasciata italiana a Mosca, Vittorio Parrella, e del suo collaboratore, Davide D’Aprile. Ai due funzionari e ai loro familiari è stato chiesto di lasciare la Federazione Russa entro tre giorni; la decisione è stata comunicata all’incaricato d’affari italiano a Mosca, G. Scopa, convocato al ministero degli Esteri russo.
Secondo il comunicato moscovita, la misura vuole rispondere alle richieste avanzate in precedenza dalla parte italiana nei confronti dell’addetto navale e aeronautico e del vice addetto navale dell’ambasciata russa in Italia, richieste che la Russia ha definito «infondate». Mosca ha spiegato di aver agito «sulla base del principio di reciprocità» e ha avvertito che eventuali nuove misure contro rappresentanti diplomatici russi porteranno a risposte analoghe.
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