Un giudice federale statunitense ha ordinato a Paramount e Warner Bros Discovery di sospendere per almeno due settimane la loro fusione, consentendo così agli Stati che contestano l’accordo più tempo per presentare le proprie argomentazioni in tribunale, secondo quanto riferito dal Guardian.
Dodici Stati, guidati dalla California, hanno intentato causa la scorsa settimana per bloccare l’acquisizione di Warner da parte di Paramount, sostenendo che la fusione ridurrebbe la concorrenza a Hollywood e le opzioni disponibili per i consumatori, in particolare per gli spettatori dei cinema e per gli abbonati alla tv via cavo negli Stati Uniti.
I procuratori generali degli Stati hanno chiesto alle società di non completare l’operazione prima che il tribunale avesse il tempo di esaminare approfonditamente le loro accuse. Dopo il rifiuto delle aziende, gli Stati hanno chiesto un’ordinanza restrittiva temporanea, che la giudice distrettuale Araceli Martínez-Olguín ha concesso, aprendo la strada a una possibile ingiunzione preliminare che impedirebbe di fatto la fusione.
La stessa corte ha disposto uno stop di 14 giorni all’operazione — la cui valutazione è stata riportata con cifre diverse dai vari resoconti — fino all’udienza fissata per il 3 agosto, durante la quale verrà esaminata una misura cautelare che potrebbe bloccare la finalizzazione dell’accordo prima di una decisione definitiva.
Nell’ordinanza il giudice osserva che gli Stati hanno sollevato “seri dubbi” sulla possibile natura anticoncorrenziale dell’intesa e che, a suo avviso, il bilanciamento degli interessi e l’interesse pubblico pendono nettamente a favore degli Stati ricorrenti.
I ricorsi presentati la scorsa settimana mettono in discussione anche la decisione del Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione precedente, che aveva approvato la fusione. La società risultante dalla combinazione controllerebbe un ampio portafoglio di asset mediatici, tra cui CNN, Warner Bros. Pictures e il servizio di streaming HBO Max; in precedenza Netflix si era ritirata dalla contesa per l’acquisizione di Warner Bros.