Morto Daniele Compatangelo, Parenzo: “Sconvolto, era cronista appassionato e un amico”

David Parenzo si dichiara profondamente scosso nel ricordare Daniele Compatangelo, giornalista e corrispondente de La7 da Washington, morto improvvisamente. Racconta ad Adnkronos che Compatangelo non era solo un professionista di grande valore, ma anche un amico vero, nato da un rapporto professionale che nel tempo era diventato personale.

I due si sentivano praticamente ogni giorno: l’ultima telefonata risale al giorno prima. Si scambiavano messaggi quasi quotidianamente e avevano anche una chat del programma “Aria che Tira” in cui Daniele forniva aggiornamenti continui sugli avvenimenti negli Stati Uniti, segnalando le notizie più rilevanti.

Parenzo aggiunge che ad agosto avrebbe dovuto recarsi negli Stati Uniti e che avevano programmato di incontrarsi a Washington, un appuntamento che testimonia il rapporto consolidato negli anni.

Nel suo ricordo Compatangelo viene descritto come un giornalista “vecchio stile” nel senso migliore del termine: un cronista con fonti di alto livello, appassionato e sempre alla ricerca della notizia. Era praticamente sempre presente alla Casa Bianca; si poteva contare su di lui a qualsiasi ora per collegamenti e aggiornamenti, anche quando a Washington erano le 6.30 del mattino.

Parenzo sottolinea l’approccio professionale del collega: non era un giornalista ideologico, ma un professionista sul campo che frequentava la Casa Bianca e il Pentagono e manteneva rapporti autentici con personaggi della politica americana, da figure come Marco Rubio ai diversi ambienti dell’amministrazione.

C’è spazio anche per il lato più personale e ironico di Compatangelo: aveva un grande understatement e riusciva a scherzare anche in diretta. Parenzo racconta un aneddoto: gli chiese come avesse salvato il contatto di Trump sul telefono, e Daniele rispose mandando lo screenshot in cui lo aveva registrato semplicemente come “Trump presidente”. Aveva la capacità di passare dal rigore del cronista alla leggerezza del talk show. Parenzo conclude ricordandolo come un vero amico a cui voleva molto bene.