Re-Eco Fashion Award: dalla Fondazione UniVerde un riconoscimento per una moda di qualità e sostenibile

ROMA (ITALPRESS) – La moda è da sempre racconto, identità, bellezza. Ma è anche, troppo spesso, una delle industrie più impattanti sul nostro pianeta. Il settore tessile è responsabile di una quota enorme delle emissioni globali di gas serra, di un consumo d’acqua insostenibile e di una mole crescente di rifiuti che finiscono in discarica o negli oceani. Il fast fashion, in particolare, ha imposto un modello fondato sulla velocità, sul basso costo e sull’usa e getta: capi pensati per durare poche stagioni, spesso poche settimane, prodotti con materiali di scarsa qualità e in condizioni di lavoro che troppo raramente rispettano la dignità delle persone coinvolte nella filiera.

Con l’obiettivo di trasferire anche al mondo della moda i valori che hanno ispirato gli Obiettivi di Agenda 2030, l’iniziativa One Planet e la Strategia UE per i prodotti tessili sostenibili e circolari, nasce il Re-Eco Fashion Award, riconoscimento istituito dalla Fondazione UniVerde e presentato dal suo Direttore, Giuseppe Di Duca, nell’ambito della terza edizione del Rome Fashion Show #Haute Couture, evento capitolino che nasce dall’esperienza trentennale maturata nel settore moda dal Direttore artistico Steven G. Torrisi, che si è tenuto a Roma, il 18 e 19 luglio, presso il Salone delle Colonne all’EUR. Oltre al trofeo, il vincitore della prima edizione, si aggiudicherà anche un riconoscimento economico di 500 euro quale contributo simbolico e motivazionale per aver scelto di investire talento e impegno in questa direzione, ottenendo il diritto di utilizzare la dicitura ufficiale di “Vincitore Re-Eco Fashion Award 2027”. Sarà decretata vincitrice la collezione – potranno essere candidati anche singolo capi – che meglio risponderà ai criteri di sostenibilità stabiliti dai promotori ispirandosi, in particolare, agli Obiettivi 8, 12, 13 e 14 di Agenda2030 e alla Strategia UE per tessili sostenibili e circolari.

Giuseppe Di Duca, Direttore della Fondazione UniVerde, sottolinea: “Il premio nasce per dare voce e riconoscimento a giovani designer, accademie di moda, brand emergenti, istituti di design ma anche a stilisti e maison che scelgono di progettare guardando al futuro, utilizzando materiali sostenibili o rigenerati, riducendo gli sprechi nella filiera produttiva. A chi valorizza tecniche artigianali a basso impatto, chi pensa capi destinati a durare nel tempo invece che a essere consumati e gettati. Non si tratta di rinunciare alla bellezza, all’eleganza o alla creatività che da sempre distinguono l’haute couture, ma di dimostrare che il lusso autentico e la qualità, oggi, possono e devono essere responsabile”.

Steven G. Torrisi, Direttore artistico di Rome Fashion Show #Haute Couture ha dichiarato: “Come Direttore Artistico del Rome Fashion Show #hautecouture sono lieto di questa partnership con Univerde per il Re-Eco Fashion Award. Un riconoscimento prestigioso ed essenziale per la salvaguardia del pianeta e per una nuova visione del sistema moda, soprattutto per le nuove generazioni. Inizieremo subito a pubblicizzare i vari step del bando ed il vincitore finale sarà proclamato nell’edizione 2027 del Rome Fashion Show #Haute Couture. I giovani sono il motore del nostro pianeta e sono i più attenti alle esigenze dell’ecosistema, che vinca il migliore!”.

I criteri di merito del Re-Eco Fashion Award pongono l’accento sull’uso di materiali riciclati, rigenerati o recuperati, sull’impiego di fibre naturali a basso impatto come lino, canapa e cotone biologico, sulla totale assenza di componenti inquinanti e sulla piena tracciabilità dell’origine dei tessuti. Sul fronte della creatività e del design, i capi sono chiamati a coniugare qualità estetica e innovazione, oltre a comunicare un chiaro messaggio ambientale.

Determinanti sono anche i fattori virtuosi legati al processo produttivo: tecniche a basso consumo idrico ed energetico; produzione locale o filiera corta; riduzione degli scarti di lavorazione; assenza di sostanze chimiche dannose; uniti ai pilastri dell’economia circolare come la riparabilità, il riutilizzo o il riciclo, l’upcycling (la trasformazione creativa dei materiali esistenti) e la modularità o multifunzionalità del capo. Infine, l’impatto sociale: tra i requisiti richiesti, il Re-Eco Fashion Award valuta che siano pienamente rispettate condizioni di lavoro etiche, produzione trasparente e responsabile, e il coinvolgimento di artigiani, cooperative o realtà sociali.

-Foto ufficio stampa Fondazione UniVerde-
(ITALPRESS).

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