Nella mattinata di oggi, giovedì 16 luglio, alle ore 11.00, nel piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Padova, Cerimonia di commemorazione, in occasione del 38° anniversario dall’uccisione, dell’Agente Scelto della Polizia di Stato Arnaldo Trevisan, Medaglia d’Oro al Valore Civile e Vittima del dovere, con lo scoprimento del monumento a lui dedicato.
Presenti alla Cerimonia il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio, il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Senatore Andrea Ostellari, il Prefetto Giuseppe Forlenza, il Sindaco di Padova Sergio Giordani, il Procuratore Generale Federico Prato, ed il Procuratore della Repubblica Antonello Racanelli, la sorella Adriana, il fratello Alberto ed altri familiari di Arnaldo Trevisan, numerose Autorità cittadine, militari e religiose, Funzionari della Polizia di Stato di Padova e cittadini.
Presente lo scultore Alberto Pasqual di Sacile (Pordenone) che ha realizzato il monumento in memoria del Caduto della Polizia di Stato.
La Cerimonia ha avuto inizio con l’ingresso sul piazzale del Capo della Polizia che ha passato in rassegna il picchetto d’onore, con il Sindaco Sergio Giordani che ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti e con il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio che ha tratteggiato un ricordo dell’Agente Scelto Arnaldo Trevisan.
Quindi è stata la volta del critico d’arte Giovanna Iacumin e dello scultore Alberto Pasqual che hanno illustrato l’opera dedicata al giovanissimo poliziotto, una stele in acciaio corten alta 3 metri posizionata su una base di pietra di Aurisina. La stele in acciaio è caratterizzata da un profondo squarcio sulla sua sommità, a simboleggiare il sacrificio del giovane Agente con la sua vita tragicamente interrotta da un rapinatore che gli aveva esploso 5 colpi di revolver al petto, ferite anch’esse riprodotte sulla stele: lo scultore ha inteso il ferro come vero protagonista dell’opera, una materia forte, resistente e capace di evocare protezione e solidità. Altra peculiarità della scultura è che, al calar della sera, la stele si illumina dall’interno di una luce blu, il blu dei lampeggianti delle Volanti della Polizia di Stato a simboleggiare anche il colore della memoria che continua a vivere, rendendola visibile anche nel buio della notte.
È quindi intervenuto il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, che dopo il suo intervento, con il Questore ed i familiari di Arnaldo Trevisan ha scoperto il monumento e deposto una Corona d’alloro sul cippo, con il picchetto di rappresentanza che ha reso gli Onori ai Caduti della Polizia di Stato.
Il Tenore Francesco Grollo, accompagnato al pianoforte dal Maestro Antonio Camponogara, ha intonato “l’Ave Maria” e alla conclusione della Cerimonia “la Preghiera del poliziotto”.
Era la mattina del 16 maggio 1988 quando, l’Agente Trevisan, insieme ad altri due colleghi, in equipaggio di Volante della Questura di Padova, alle ore 8.40 ricevettero la nota di rapina consumata presso l’ufficio postale in via Lando, con la descrizione dettagliata degli autori.
Questi ultimi, durante la fuga a bordo di una motoretta, rimasero con involti in un incidente stradale, lungo la via retrostante la Stazione ferroviaria, cosa che li costrinse a fuggire a piedi attraverso il sottopassaggio.
La Volante con a bordo l’Agente Trevisan fu avvisata della circostanza da alcuni passanti: l’Agente e il capo pattuglia si portarono a piedi nel sottopassaggio raggiungendo il piazzale antistante la Stazione, mentre l’autista rimase di guardia al mezzo.
Sul piazzale l’Agente Trevisan individuò i due rapinatori all’interno dell’autobus 401 pronto a partire sulla piattaforma numero 3; li fece scendere, ma quando si girò per attirare l’attenzione del collega, uno dei rapinatori reagì estraendo una rivoltella, facendo fuoco e colpendo il poliziotto con 5 proiettili.
Il criminale, che si diede alla fuga percorrendo a ritroso il sottopassaggio, venne bloccato pochi istanti dopo da altri agenti e arrestato dopo una violenta colluttazione.
Il giorno successivo il giovane si suicidò mentre era detenuto in Ospedale.
Alla memoria del caduto furono dedicate due lapidi, una sul luogo dell’assassinio e l’altra all’interno della Questura di Padova, l’intitolazione dell’Auditorium della sede del Distretto ove il giovane aveva studiato e il 15 novembre 2023 gli è stata intitolata la Sala riunioni della Questura di Padova alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani.
Per il suo sacrificio Arnaldo Trevisan è stato insignito, dal Presidente della Repubblica, della Medaglia d’Oro al Valor Civile con la seguente motivazione:
“componente di pattuglia automontata, si poneva all’inseguimento di due giovani che avevano perpetrato una rapina ai danni di un Ufficio postale. Individuati i malviventi a bordo di un autobus della linea urbana, intimava loro di scendere e di seguirlo, ma veniva ferito mortalmente da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosigli contro da uno dei banditi. Splendido esempio di non comune ardimento e di altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio. Padova 16 maggio 1988.”
Al termine della cerimonia in Stazione, alle ore 12.15, convegno dal titolo “Sicurezza Cibernetica e A.I.” presso l’Aula Magna di Palazzo Bo, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova. Interveranno la Magnifica Rettrice, Professoressa Daniela Mapelli e il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.