AGRICOLTORI DEMORALIZZATI. LA SICCITA’ STA COLPENDO GRAVEMENTE LE COLTURE. AUMENTO DEI COSTI E MANCATO RICONOSCIMENTO DEI PREZZI.
L’ondata di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni presentano una situazione di crescente emergenza nel Veneziano con il rischio concreto di compromettere completamente i raccolti estivi ed autunnali. Mais, soia, ortaggi, frutta, vigneti e foraggi sono sottoposti ad un forte stress idrico, anche nelle stalle il caldo provoca un calo della produzione di latte fino ad un 20% nonostante la maggior parte degli allevatori, negli ultimi anni, abbiano investito su impianti di ventilazione e raffrescamento utili al benessere degli animali.
In alcune aree nel litorale come a Caorle e San Michele al Tagliamento, il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto. Le temperature continuano ad essere alte mentre le precipitazioni degli ultimi giorni non hanno superato i 5mm di acqua, assolutamente insufficienti per salvare le produzioni nel momento in cui anche l’irrigazione non rappresenta più una soluzione “Non possiamo più irrigare- spiegano dalla zona di Portogruaro – “la risalita del cuneo salino è arrivata anche nel Livenza per cui anche coloro che fossero nelle condizioni di irrigare con impianti attrezzati, non possono farlo perché l’acqua risulterebbe salata quindi nociva per le colture”. La situazione più grave in tutta la provincia è riferita per i seminativi ma anche le barbabietole da zucchero la cui crescita è ferma da giugno a causa delle elevate temperature poco tollerate dalla pianta. Anche gli orticoltori sono molto preoccupati, al momento le colture stanno reggendo, ma si avvicina il periodo di trapianti delle produzioni invernali come radicchi e cavoli ed è necessaria l’acqua per far crescere le piante. Questo accade nell’isola di Sant’Erasmo, ma vale anche per tutte le zone del litorale, il serio problema riguarda l’assenza di precipitazioni e la risalita del cuneo salino. Le temperature elevate hanno effetto anche sulla frutta che subisce una maturazione accelerata. “Non mi è mai capitato che tutte le varietà di prugne maturassero contemporaneamente- racconta un agricoltore di Oriago – mi sono trovato in forte difficoltà con un eccesso di produzione all’improvviso, fortunatamente ho trovato una soluzione parziale di conferire parte di questa ad un’azienda che trasforma in confetture, ma di certo con un danno economico”. Sono in raccolta le pesche che solitamente sono pronte ad agosto con un problema non solo di sfasamento delle produzioni ma anche di crollo dei prezzi, situazione che riguarda tutti i settori, non solo a causa di un eccesso di produzione come potrebbe valere per frutta e verdura in particolare ci viene segnalato per le zucchine, ma ingiustificatamente anche per il settore cerealicolo in riferimento ad esempio al mais di cui vi è penuria anche nel nord Europa a causa delle temperature eccessive.
“La situazione è davvero molto complessa – afferma Tiziana Favaretto presidente di Coldiretti Venezia- gli agricoltori si stanno demoralizzando sia per le difficoltà causate dal clima sempre più tropicalizzato a cui si aggiungono l’aumento dei costi per irrigazione ed energia e una crescente pressione sulle risorse idriche, per non avere alla fine dei conti, nemmeno un giusto riconoscimento dei prezzi. E’ desolante. Per questo è necessario trovare al più presto delle soluzioni concrete”.
Il tema dell’acqua sta diventando sempre più centrale per l’agricoltura, da una parte lo dimostra il fatto che oggi circa una azienda agricola su dieci ha già avviato investimenti in sistemi di irrigazione digitale e di precisione, strumenti che permettono di ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse, (secondo il primo Censimento in Europa sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti) ma questo non è sufficiente di fronte ad una situazione di siccità come quella che stiamo vivendo. Si evidenzia ancora una volta l’urgenza della realizzazione di invasi, una rete di bacini multifunzionali dotati di sistemi di pompaggio capaci anche di produrre energia idroelettrica. Si tratta – spiega Coldiretti – nella maggior parte dei casi di progetti che ciascun consorzio di bonifica ha pronti e immediatamente realizzabili se vi fosse un dispiegamento di risorse.
Non solo invasi ma è necessario investire anche sulla riduzione delle perdite della rete con un efficientamento delle tubature per l’irrigazione. Oggi l’Italia trattiene appena l’11% dell’acqua piovana che cade sul territorio, una percentuale insufficiente per garantire la sicurezza idrica di agricoltura, cittadini e imprese in un contesto di eventi climatici sempre più estremi.
“ Il problema della siccità va affrontato seriamente – conclude Tiziana Favaretto- con investimenti mirati ma anche con la ricerca per gestire colture a basso consumo idrico, grazie all’utilizzo delle Tea (tecniche di evoluzione assistita) e all’agricoltura di precisione. L’obiettivo è quello di sviluppare varietà resistenti alla siccità e ottimizzare l’uso dell’acqua”.