Nuove sanzioni Ue: la stretta sulla sorveglianza digitale russa e i diritti umani

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato nuove misure restrittive contro quattro persone e cinque entità ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, con particolare riferimento alla repressione della società civile e dell’opposizione democratica.

Le sanzioni si concentrano soprattutto sull’uso persistente, da parte delle autorità russe, di tecnologie e strumenti digitali finalizzati a limitare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione e la libertà di associazione.

Tra i soggetti colpiti figurano la piattaforma VKontakte (VK) e la sua controllata Communication Platform, coinvolte nello sviluppo e nella gestione dell’app per smartphone Max App, operante sotto la supervisione dell’FSB.

L’app è preinstallata sui dispositivi mobili venduti in Russia e include ampie funzionalità di sorveglianza, che vengono poi utilizzate per misure repressive contro utenti che criticano la guerra russa in Ucraina o pubblicano contenuti considerati vietati dalle autorità.

L’Unione europea ha inoltre imposto restrizioni a Citadel, Vas Experts e Norsi-Trans, aziende che producono, sviluppano e commercializzano hardware e software collegati al cosiddetto Sistema di misure investigative operative (SORM), un apparato di sorveglianza impiegato per monitorare comunicazioni internet e mobili — incluse telefonate, e‐mail, messaggi di testo e attività sui social network — e per prendere di mira giornalisti, esponenti dell’opposizione, gruppi minoritari e cittadini comuni.

I quattro individui sanzionati ricoprono ruoli di comando in queste società e sono ritenuti responsabili di avere contribuito a gravi violazioni dei diritti umani e alla repressione della società civile e dell’opposizione democratica in Russia.

Con le misure approvate oggi, l’elenco delle sanzioni dell’Ue per violazioni dei diritti umani in Russia arriva a comprendere 98 persone fisiche e sette entità. I soggetti sanzionati sono soggetti al congelamento dei beni; è vietato a cittadini e imprese dell’Ue fornire loro fondi; inoltre è in vigore un divieto di ingresso e transito nel territorio dell’Unione europea.