L’Europa sta affrontando un’ondata di caldo senza precedenti. Mentre le temperature cominciano a diminuire a ovest, la massa d’aria calda si sposta verso est: oggi Budapest potrebbe superare i 40°C, secondo il Centro europeo per le previsioni a medio termine. Tra record storici, allerte rosse, incendi, interruzioni di energia e disagi nei trasporti, sette Paesi hanno dichiarato lo stato di emergenza e gli esperti avvertono che la crisi climatica rende questi eventi più frequenti e intensi.
Record Ungheria e Slovacchia
Ieri il calore si è concentrato su alcune aree dell’Europa centrale, orientale e meridionale, a causa dello spostamento verso est della «cupola di calore» che aveva già prodotto temperature record la settimana precedente. Belgrado e Bucarest hanno toccato rispettivamente circa 38°C e 37°C. In Slovacchia è stato registrato un nuovo massimo storico di 40,5°C in una località di confine meridionale, superando il precedente record di 40,3°C del 2007. Il primo ministro ungherese ha invitato alla solidarietà nazionale e a prendersi cura reciprocamente durante i due giorni più critici dell’ondata di caldo.
Le autorità ungheresi hanno reso disponibile una mappa con oltre 2.000 centri climatizzati per chi non trova refrigerio a casa. Per evitare un’ulteriore riduzione della produzione elettrica dovuta al caldo, il ministro dell’energia ha concesso alla centrale nucleare di Paks un’esenzione temporanea dalle norme sulla temperatura dell’acqua di raffreddamento a valle.
Sette Paesi sono in emergenza
Allerte di massimo livello per caldo estremo sono state emesse in Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovacchia e Bosnia-Erzegovina; le autorità raccomandano di rimanere in casa durante le ore più calde. In Germania, per il terzo giorno consecutivo sono stati registrati picchi di temperatura: il servizio meteorologico DWD ha riportato 41,7°C a Coschen, nel Brandeburgo.
Il caldo ha provocato problemi ai trasporti, con il deformarsi dei binari del tram in diverse città, mentre a Berlino la polizia ha usato getti d’acqua per rinfrescare le persone radunate in spazi pubblici. In Croazia è scattata un’allerta rossa per aree che includono Zagabria, Spalato e Dubrovnik; decine di pompieri, supportati da quattro aerei, hanno combattuto un incendio che ha interessato le pinete sull’isola di Vis, nel Mar Adriatico, a circa 55 km a sud-ovest di Spalato.
Oltre 1000 morti in Francia
Nell’Europa occidentale la fase più intensa dell’ondata di calore ha iniziato a attenuarsi dopo i picchi record. In Francia le autorità hanno stimato che l’ondata di caldo ha contribuito a oltre 1.000 decessi in eccesso; l’Istituto nazionale della sanità ha registrato più di 800 morti aggiuntive a livello nazionale.
Altrove il maltempo ha causato fenomeni estremi: in Alto Adige piogge torrenziali hanno generato alluvioni lampo e frane, con accumuli fino a 50 mm in un’ora in alcune zone. Diversi residenti sono stati evacuati e i vigili del fuoco hanno soccorso una persona rimasta intrappolata in un garage dopo l’esondazione di un fiume vicino a Merano. Gli scienziati sottolineano che ondate di calore così intense e diffuse sono rese più probabili dalla crisi climatica legata alla combustione di fonti fossili.
Altri articoli