Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, il servizio diplomatico dell’Ue, “fa parte delle istituzioni che attuano le politiche dell’Ue” e, “naturalmente”, da parte della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen “c’è sostegno per il Seae e per il lavoro che fa”. Lo sostiene la portavoce capo della Commissione Europea Paula Pinho, dopo che ieri il Financial Times ha riferito di presunti piani da parte degli Stati membri per ridimensionare il Seae, smembrarlo o per portarlo sotto l’ala della Commissione.
Alla domanda se la presidente sia favorevole a riformare il Seae, che è guidato dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas, Pinho risponde che “i trattati sono chiari sulle competenze e su chi fa che cosa. La presidente ha espresso più volte il suo pensiero sul processo decisionale” Ue in politica estera, che prevede “l’unanimità”, cosa che “talora ci ha impedito di andare avanti”.
La presidente von der Leyen, ricorda, “l’ha detto più volte”, facendo riferimento a decisioni “bloccate dal veto“. Pinho aggiunge di non essere “al corrente di alcuna richiesta di discussione formale” su questo argomento all’interno del collegio dei commissari.
