US and Iran on brink as Trump threatens, Tehran prepares

L’Iran si sta preparando alla possibilita di una nuova escalation militare con gli Stati Uniti, mentre le tensioni crescono dopo le recenti minacce del presidente Donald Trump. Sebbene Trump abbia annunciato di aver sospeso per il momento un attacco previsto per oggi, ha ribadito che, in assenza di un accordo soddisfacente, gli Stati Uniti potrebbero colpire il Paese su vasta scala. A Teheran si sono intensificate manifestazioni filo-governative e azioni pubbliche di mobilitazione, con dimostrazioni di armi e brevi corsi per insegnare ai civili l’uso di fucili d’assalto in vista di un’eventuale necessita.

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Raid sospeso, il passo indietro (con minaccia) di Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha comunicato ieri su Truth Social di aver sospeso per il momento un’operazione militare contro l’Iran prevista per oggi, dopo sollecitazioni arrivate da alcuni leader del Golfo. Trump ha indicato che la richiesta e stata avanzata dall’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan, i quali avrebbero chiesto piu tempo per proseguire i negoziati con Teheran.

Nel suo post, Trump ha detto che sono in corso negoziati seri e che, secondo questi leader, si potra arrivare a un’intesa ritenuta accettabile dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi della regione. Ha inoltre sottolineato che un eventuale accordo imporra all’Iran di rinunciare alle armi nucleari.

Pur annunciando lo stop temporaneo all’azione militare, il presidente ha dichiarato di avere ordinato al capo del Pentagono, al presidente del Joint Chiefs of Staff e alle forze armate statunitensi di non procedere con l’attacco al momento, ma allo stesso tempo di restare pronti a un’operazione <> con minimo preavviso qualora non si raggiungesse un accordo ritenuto accettabile.

Rivolgendosi ai giornalisti dalla Casa Bianca, Trump ha anche affermato che, se l’Iran fosse stato <>, per ricostruirsi impiegherebbe decenni, e ha ribadito la determinazione a impedire che il Paese acquisisca un’arma nucleare. In precedenza aveva segnalato durezza nella negoziazione dopo aver giudicato insoddisfacente l’ultima proposta iraniana e, in un’intervista, ha lasciato intendere che la pressione americana potrebbe intensificarsi.

Alla domanda su un possibile congelamento ventennale dell’arricchimento dell’uranio, Trump ha risposto in modo netto di non essere al momento disposto a concessioni, senza fornire ulteriori dettagli.

Armi e addestramento in strada, Teheran si prepara allo scontro

Secondo un reportage della Cnn, nelle ultime settimane a Teheran sono apparsi chioschi improvvisati dove uomini e donne ricevono istruzioni di base sull’uso di armi, inclusi kalashnikov e Ak-47. Il giornalista ha descritto scene in piazza Vanak in cui persone vestite con abiti tradizionali venivano insegnate a smontare e rimontare fucili d’assalto e dove minori venivano fatti maneggiare armi scariche sotto supervisione per eseguire esercitazioni di base.

Anche la televisione statale ha messo in scena dimostrazioni sull’uso dei fucili. Su Ofogh un conduttore ha sparato in diretta verso il soffitto dopo una prova condotta da un membro dei Pasdaran, mentre su Canale 3 una presentatrice e comparsa in diretta con un fucile d’assalto, dicendo di aver ricevuto l’arma per impararne l’uso come altri cittadini.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito via X che il dialogo non equivale a resa: secondo lui la Repubblica Islamica negozia con dignita e non rinuncera ai diritti del popolo e del Paese, impegnandosi a difendere interessi e onore nazionali con razionalita e determinazione.

L’agenzia Mehr ha inoltre riferito che sono state attivate difese aeree sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.

Fonti regionali citate da Haaretz indicano che il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, con il Qatar, l’Egitto, la Turchia e l’Arabia Saudita coinvolti a supporto. Secondo la stessa fonte, Emirati Arabi Uniti e Bahrein sarebbero invece favorevoli, ciascuno per ragioni proprie, a riprendere un confronto militare contro l’Iran.

La fonte ha aggiunto che altri Paesi del Golfo vedono gli Emirati come particolarmente impulsivi nelle loro posizioni. Sempre secondo quanto riportato, Teheran sarebbe disposta a considerare una moratoria di 10 anni sull’arricchimento dell’uranio, mentre gli Stati Uniti continuerebbero a chiedere una soluzione valida per 20 anni.

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