Dal summit tra Trump e Xi Jinping non sono emerse novita sostanziali, ma Taiwan resta comunque una leva nelle mani di Washington. Lo ha dichiarato Richard Wilkie, presidente del Center for American Security ed ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, durante la diretta Adnkronos dalla Lennart Meri Conference di Tallinn. Wilkie ha osservato che il presidente ha riaffermato l’ambiguita strategica sulla questione di Taiwan – una linea seguita dai presidenti americani a partire da Nixon – rifiutando di rispondere a domande sul ruolo difensivo degli Stati Uniti verso Taipei. Ha pero ricordato che, prima dell’incontro, Trump aveva firmato un consistente pacchetto di trasferimenti di armamenti a Taiwan, destinato a rafforzarne rapidamente le capacita difensive.
Sul piano europeo, Wilkie ha tracciato un quadro critico delle principali potenze. Ha sottolineato la limitatezza delle forze britanniche, usando l’immagine che <
Wilkie ha concluso evidenziando un paradosso storico e geografico: a investire maggiormente nella difesa non sono tanto i Paesi ricchi dell’Europa occidentale quanto alcuni Stati dell’est, dove la memoria della minaccia rappresentata sia dal fascismo sia dall’Unione Sovietica ha lasciato un’impronta duratura sulla percezione della deterrenza.
