New York’s Flatiron lights up after 123 years and reveals secrets

Per 123 anni il Flatiron Building non ha mai avuto un’illuminazione propria durante la notte: la sua silhouette era visibile solo per il riflesso delle luci circostanti, come i lampioni di Broadway e le insegne di Madison Square. Da poche settimane, pero, una “corona dorata” progettata dallo studio newyorkese L’Observatoire International illumina i cinque piani sotto il cornicione, mettendo per la prima volta in risalto la facciata Beaux-Arts in calcare, mattone e terracotta progettata da Daniel Burnham e inaugurata nel 1902 come The Fuller Building.

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L’edificio, uno dei piu fotografati di New York, si presenta ora sotto una luce nuova mentre completa la trasformazione piu profonda della sua storia: da torre per uffici a residenze di lusso, con appartamenti che occupano mezzi piani o piani interi e valori che possono partire da circa 10 milioni fino a superare i 50 milioni di dollari.

La conversione e condotta dalla Brodsky Organization in partnership con il gruppo italiano Sorgente, tra i proprietari dell’immobile. L’illuminazione scelta e di tonalita calda, un arancio ambrato; non e una scelta casuale: indagini recenti, come quella del New York Magazine, hanno registrato una tendenza degli interni newyorkesi verso colori delle finestre e delle luci sempre piu caldi – arancio, ambra, rosso tenue.

Non si tratta soltanto di una moda di interior design. Designer e consulenti per l’illuminazione spiegano che molti residenti preferiscono allontanarsi dalla luce bianca fredda dei LED verso atmosfere piu avvolgenti e cinematografiche, paragonate dal magazine alle tonalita dei deserti nella saga Dune. La sera la skyline di Manhattan cambia colore e il Flatiron, con la sua nuova corona luminosa, si inserisce in questo cambiamento cromatico.

L’intervento segue un salvataggio durato anni e costato 161,5 milioni di dollari, realizzato insieme a Jeffrey Gural di Gfp Real Estate, che ha recuperato l’edificio dopo un’asta andata deserta nel 2023. Le impalcature e le reti nere che coprivano il palazzo da quasi sei anni sono state rimosse per permettere un restauro accurato: oltre mille finestre sostituite, decenni di fuliggine rimossi dalla facciata e migliaia di elementi in terracotta restaurati singolarmente. Vuoto dal 2019 dopo l’uscita dell’ultimo inquilino, la casa editrice Macmillan, il Flatiron ospita ora 38 residenze private disegnate dallo Studio Sofield, con interni che richiamano materiali e proporzioni originali; in alcune unita la caratteristica prua dell’edificio diventera spazio per angoli colazione.

Chiamato Flatiron per la forma che ricorda un grande ferro da stiro, l’edificio e un punto di riferimento storico che da oltre un secolo definisce la geografia urbana di New York, fungendo quasi da nodo tra due rare piazze della citta: Union Square e Madison Square Park.

Durante i lavori interni e emersa una scoperta inattesa: lo scorso luglio, al 18 piano, gli operai hanno rinvenuto una terrazza semicircolare affacciata su Madison Square Park, murata e dimenticata per piu di un secolo. Esisteva una terrazza gemella al piano superiore, gia nota; di questa l’unico indizio era uno scarico nel muro esterno. Secondo gli architetti di Beyer Blinder Belle, responsabili del restauro della facciata, entrambe facevano parte del progetto originale. Harry Black, genero del costruttore George Fuller e all’epoca a capo della societa, aveva l’ufficio al 19 piano e probabilmente predispose le terrazze per uso personale, ma in un secondo momento fece murare quella del 18 per aumentare gli spazi affittabili. Oggi, in un contesto residenziale, una terrazza con vista sul parco accresce notevolmente il valore degli appartamenti: cio che fu nascosto per interessi economici ora ne aumenta il pregio alla luce del restauro.

Tra le altre curiosita storiche: completato nel 1902, il Flatiron divenne famoso anche per i forti venti creati dalla sua forma e posizione, che spesso sollevavano le gonne delle passanti sulla 23rd Street, attirando gruppi di uomini a guardare. Quando la folla diventava eccessiva, un vigile locale era solito spalancare la strada gridando “23 skidoo”, espressione dello slang dell’epoca che invitava a spostarsi. La leggenda vuole che il detto sia nato proprio davanti al Flatiron, ma documenti mostrano che la frase era gia in uso nel 1899, prima della costruzione dell’edificio. Di Angelo Paura