Secondo il Guardian, che cita organizzazioni per i diritti umani e fonti vicine ai familiari, in Iran si stanno svolgendo esecuzioni quasi quotidiane in modo segreto e in alcuni casi le autorita rifiutano di consegnare i corpi ai parenti. Molte famiglie vengono a sapere delle condanne solo dopo l’esecuzione e alcune subiscono molestie o pressioni affinche non parlino pubblicamente degli effetti delle esecuzioni di Stato. L’organizzazione Iran Human Rights segnala che dall’inizio di marzo sono state giustiziate almeno 24 persone, con sei esecuzioni in soli due giorni.
Queste esecuzioni hanno alimentato timori per centinaia di persone considerate a rischio di pena capitale in relazione alle proteste antigovernative di gennaio, oltre che per chi e detenuto con accuse di spionaggio nell’ambito della guerra con Stati Uniti e Israele. Il blocco di Internet, in vigore da oltre due mesi, ha reso piu difficile mantenere i contatti con l’interno del paese, anche se alcuni sono riusciti a trasmettere messaggi tramite canali criptati o connessioni satellitari.
Un parente di Saleh Mohammadi, l’adolescente campione di wrestling giustiziato a marzo, ha detto al Guardian che la famiglia affronta un <
I numeri delle esecuzioni nel dossier delle Nazioni Unite
Un rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran, basato su dati di gruppi locali, stima che nel 2025 il paese abbia giustiziato almeno 1.600 persone. La maggior parte delle condanne riguarda reati legati alla droga o omicidio, ma le organizzazioni per i diritti umani sostengono che le autorita approfittino del caos generato dalla guerra per colpire i critici del regime. L’aumento recente delle esecuzioni ha acuito le preoccupazioni delle famiglie; tra i giustiziati nel fine settimana figura anche Mehrab Abdollahzadeh, arrestato durante il movimento <
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