Confartigianato e Università di Padova | Imprese e Scienza: verso una cosmetica naturale

In provincia di Padova operano 1.475 imprese di acconciatura e 768 di estetica, per quasi 4.400 addetti

Cosa significa davvero “naturale” in cosmetica? Tra marketing, percezione e basi scientifiche, il tema è sempre più centrale per imprese e consumatori. A fare chiarezza è stato l’incontro “Il naturale in cosmetica: tra mito, marketing e conoscenza scientifica”, promosso da Confartigianato Imprese Padova in partnership con l’Università degli Studi di Padova e realizzato con il contributo di EBAV. L’appuntamento, che si è tenuto il 4 maggio, ha coinvolto operatori del settore e studenti – tra cui una classe della scuola di estetica Victory – e si inserisce in un comparto rilevante per l’economia locale: in provincia di Padova operano infatti 1.475 imprese di acconciatura (con 3.023 addetti) e 768 imprese di estetica (1.367 addetti), per un totale di oltre 2.200 attività e quasi 4.400 occupati (Elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto su dati Unioncamere-Infocamere).

L’incontro, ospitato al Dipartimento di Scienze del Farmaco, ha rappresentato la tappa conclusiva del progetto “Benessere LABLa formula del benessere”, un percorso avviato lo scorso febbraio e che si concluderà a fine maggio, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova, che ha ospitato l’evento e nei mesi scorsi ha affiancato le imprese associate a Confartigianato Imprese Padova con contenuti scientifici accessibili e applicabili nella pratica quotidiana. Nell’ambito dell’iniziativa sono stati affrontati diversi temi: che cosa si intende per cosmetico e cosa invece non rientra in questa definizione, come ne viene garantita la sicurezza, quali sono le sostanze vietate e quelle che possono provocare fenomeni di tossicità. È stato inoltre approfondito il tema dei test sugli animali, vietati per legge in Europa, e la differenza rispetto al concetto più ampio ed etico di “cruelty-free”, che indica l’assenza di test sugli animali lungo tutta la filiera produttiva del cosmetico.

Si è imparato a conoscere cos’è l’INCI e cioè la nomenclatura comune e internazionale degli ingredienti cosmetici obbligatoria per legge, cosa troviamo nei cosmetici e quindi si è parlato di sostanze attive la cui presenza è essenziale affinché il cosmetico svolga la sua funzione essenziale, ed eccipienti che servono a creare l’ambiente idoneo a portare gli attivi nel sito di applicazione e che conferiscono consistenze diverse al cosmetico: liquide, viscose, solide o semisolide, tutte informazioni che sono state veicolate tramite video e newsletter.

Al centro dell’appuntamento il tema della fitocosmesi, affrontato dalla docente Francesca Mastrotto, che ha distinto tra diverse accezioni di “naturale”: da quella guidata dalle logiche di mercato a quella fondata sulla qualità degli ingredienti fino alla dimensione biologica, includendo anche i metodi di coltivazione. Un passaggio utile per orientarsi tra informazioni spesso contrastanti e per evitare il rischio di greenwashing.

“Parlare di “naturale” in cosmetica richiede precisione – spiega Mastrotto. E’ un concetto complesso che non coincide automaticamente con sostenibilità e che va sempre interpretato alla luce delle definizioni e degli standard di riferimento: per alcuni sono solo ingredienti vegetali o animali minimamente lavorati. Per altri, includono i ‘natural-identici’: molecole create in laboratorio ma chimicamente identiche a quelle presenti in natura.Non c’è una definizione ‘giusta’ in assoluto, ma dipende dal posizionamento del brand e dalle aspettative del consumatore”.

Durante l’evento si è dato spazio anche alla parte operativa, con il workshop dedicato alla lettura dell’etichetta cosmetica, curato insieme alla professoressa Erica Franceschinis e Margherita Morpurgo, che ha fornito strumenti concreti per comprendere i prodotti e comunicarne correttamente il valore ai clienti.

“L’interesse verso il “naturale” nasce da esigenze autentiche, ma si sviluppa in un contesto in cui non è sempre facile orientarsi tra informazioni e messaggi pubblicitari – ha sottolineato Beatrice Daniele, Presidente del Sistema Benessere di Confartigianato Imprese Padova –. Il nostro ruolo è accompagnare le imprese nella crescita delle competenze, promuovendo una cultura basata su conoscenza e consapevolezza. La collaborazione con l’Università di Padova va proprio in questa direzione: offrire strumenti fondati su basi scientifiche per rafforzare la qualità del servizio e il rapporto di fiducia con i clienti”.

A esprimere soddisfazione per questo felice incontro è stata anche la professoressa Morpurgo, che ha dichiarato: “Siamo molto contente di aver avuto l’opportunità di lavorare insieme a questo progetto. È stata anche per noi un’occasione di crescita. Trasmettere contenuti tecnici a un pubblico non specializzato richiede modalità di comunicazione diverse rispetto a quelle dell’aula universitaria. È stata una sfida adattare il nostro stile e riuscire a essere concise, chiare e accattivanti, senza perdere il rigore dei contenuti, ma proprio per questo si è rivelata anche per noi un’esperienza formativa”.

(Confartigianato Imprese Padova)