Meloni presents EU strategy to tackle energy crisis

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a Cipro per chiedere maggiore flessibilita di bilancio per affrontare la crisi energetica derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Al termine della seconda giornata del Consiglio Europeo informale a Nicosia non sono emerse aperture formali alle sue richieste, ma neppure rifiuti netti.

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La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il commissario Valdis Dombrovskis, intervenuto dal Forum economico di Delfi, hanno ribadito che al momento non ci sono le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilita, quella utilizzata nel marzo 2020 per consentire deficit straordinari durante la pandemia.

<>, ha detto Dombrovskis, ricordando che questa misura puo essere adottata solo in caso di una grave recessione nell’area euro o nell’Unione Europea nel suo complesso.

Von der Leyen: “Monitoriamo, se ne occupera Ecofin”

Da Nicosia von der Leyen ha sottolineato che la clausola generale puo essere attivata esclusivamente in caso di grave recessione a livello europeo e che quella non e l’attuale situazione. Ha aggiunto che la Commissione continua a monitorare gli sviluppi e che la questione sara affrontata in dettaglio dall’Ecofin.

Meloni aveva chiesto invece di escludere dai calcoli del rispetto del patto di stabilita le spese sostenute per attenuare la crisi energetica: una richiesta che e parsa riferirsi alla clausola nazionale di salvaguardia (Nec) introdotta dalla riforma del 2023, pensata per riclassificare alcune spese straordinarie come quelle per la difesa o altre priorita nazionali come l’energia.

Von der Leyen non si e espressa direttamente sulla Nec, ripetendo invece che al momento non sussistono le condizioni per attivare la clausola generale. Se cio rappresenti un’apertura o meno alla Nec lo fara capire lo sviluppo delle interlocuzioni: al momento non c’e una chiusura netta. Il governo italiano aveva inizialmente puntato alla Gec anche per evitare lo stigma legato all’attivazione della Nec.

L’opzione della clausola nazionale di salvaguardia

La riforma del patto di stabilita del 2023, con un forte peso tedesco, ha introdotto una differenziazione tra gli Stati che sono gia inseriti nella procedura per deficit e gli altri. La Nec viene trattata in modo diverso a seconda di questa condizione.

In pratica, uno Stato fuori dalla procedura per deficit (EDP) che attiva la Nec e aumenta la spesa oltre il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil non viene automaticamente inserito nella procedura. Al contrario, chi e gia in procedura, come l’Italia, rischia di prolungarne la durata: l’attivazione della Nec puo infatti estendere la permanenza nella procedura anche quando, al netto delle spese aggiuntive, il rapporto deficit/Pil tornerebbe sotto il 3%. Dombrovskis ha definito questa asimmetria una scelta voluta dal legislatore, che riflette l’impronta della riforma.

La situazione dell’Italia si e complicata dopo la certificazione di Eurostat secondo cui il deficit 2025 e stato pari al 3,1% del Pil: Roma restera quindi nella procedura per deficit e l’opzione della Nec torna pertinente, dato che l’uscita dalla procedura non e garantita nel prossimo anno. Anche l’eventuale uscita nell’autunno 2027 sarebbe poco utile sul piano politico, perche arriverebbe troppo vicino alla fine della legislatura per avere un impatto rilevante sugli elettori.

“C’e la volonta di venirsi incontro”

Meloni ha detto di non aver incontrato chiusure pregiudiziali tra i colleghi del Consiglio Europeo: <>.

Ha aggiunto che esistono differenze e vincoli costituzionali tra gli Stati, ma che gli interlocutori stanno cercando di avvicinare le posizioni, senza rifiuti netti: l’interdipendenza delle economie europee rende chiaro a tutti l’interesse comune a trovare soluzioni.

Secondo la Commissione, l’attivazione della clausola nazionale richiede tre condizioni: circostanze eccezionali fuori dal controllo dello Stato membro; impatti rilevanti sulle finanze pubbliche nazionali; e la garanzia che l’attivazione non comprometta la sostenibilita di bilancio nel medio termine.

Sanchez: “Parlare di patto stabilita, prorogare Next Generation Eu”

Se per la Gec le condizioni appaiono al momento assenti, per la Nec ci sono margini maggiori, almeno sul piano teorico. Nei prossimi incontri dell’Ecofin e dell’Eurogruppo, previsti due volte a maggio, Commissione e Italia avranno altre occasioni di confronto su questo tema.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha invitato apertamente a discutere le regole di bilancio per finanziare gli investimenti necessari all’elettrificazione dell’economia e a valutare la proroga del Next Generation EU nello stesso senso.

Meloni ha assicurato di aver portato chiarezza sulle sue posizioni sia sul tema energetico sia sul Quadro finanziario pluriennale 2028-34, riconoscendo che il negoziato sul Mff sara particolarmente difficile a causa delle posizioni molto diverse dei Paesi membri.

Il ‘nein’ di Merz agli eurobond: “Finanziare nuove priorita con tagli

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto in modo netto che aumentare il debito o emettere obbligazioni europee non e un’opzione per la Germania. Ha sostenuto che le nuove priorita dell’Ue dovranno essere finanziate riducendo altre voci di spesa nel bilancio comunitario.

Anche il premier olandese Rob Jetten ha definito inaccettabile un aumento della dotazione finanziaria del Mff. Von der Leyen ha avvertito che senza nuove risorse proprie sara inevitabile aumentare i contributi nazionali dei Paesi membri, un’opzione che risulterebbe impopolare in particolare per i contributori netti come Germania e Paesi Bassi. Il tema del debito comune rimane un tabu per Berlino e L’Aja, ma tutti sanno che nelle trattative dovranno esserci concessioni reciproche.

Le linee rosse dell’Italia: preservare Pac e coesione

Meloni ha indicato linee rosse per l’Italia: preservare i fondi per la Coesione e la Politica agricola comune (Pac). Ha sottolineato che sicurezza, competitivita e coesione vanno trattate insieme: non ha senso investire nella sicurezza senza garantire la sicurezza alimentare, ne promuovere la competitivita senza assicurare condizioni paritarie tra i territori.

Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha chiesto che il negoziato sul Mff 2028-34 si chiuda entro la fine dell’anno, in modo che i nuovi strumenti possano entrare in vigore all’inizio del 2028. Si e trattato anche di una mossa per spingere il confronto, che sara lungo e complesso come gia avvenuto per il Mff 2021-27. Meloni ha detto di essere convinta che alla fine si trovera un accordo: <>.

(dall’inviato Tommaso Gallavotti)

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