US AI lobby invests $300 million in midterm elections

Sulla mappa degli Stati Uniti i data center appaiono come macchie di cemento che si espandono nel paesaggio rurale. Epoch AI, un istituto di ricerca no profit, ha tracciato questa crescita usando dati pubblici, immagini satellitari e pratiche per i permessi di costruzione, creando una mappa interattiva che stima consumi di acqua ed energia, proprieta e costi futuri. Secondo la non profit, i moderni data center per l’AI producono tanto calore da richiedere sistemi di raffreddamento estesi anche all’esterno degli edifici. La corsa all’espansione e pero anche politica: in vista delle elezioni di midterm dell’8 novembre, lobby pro-AI hanno investito cifre ingenti per sostenere candidati favorevoli a regole meno restrittive per le grandi aziende tecnologiche.

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Un’analisi del New York Times indica che solo nel 2025 aziende, dirigenti e gruppi legati all’AI hanno donato almeno 83 milioni di dollari a campagne federali, cifra che sale a circa 150 milioni includendo attivita a livello statale. Nuovi flussi di finanziamento si sommerebbero a questi: per esempio, il gruppo Innovation Council Action, vicino all’area politica di Donald Trump e al consigliere David Sacks, pianifica di investire almeno 100 milioni di dollari per sostenere candidati favorevoli alla deregolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Il finanziamento politico si struttura attorno a super PAC e gruppi paralleli: Leading the Future, sostenuto da investitori della Silicon Valley e figure legate a OpenAI, avrebbe raccolto circa 125 milioni; Meta avrebbe destinato decine di milioni a campagne statali. Sul fronte opposto, organizzazioni che spingono per regole piu severe cercano fondi per contrastare questa influenza: Public First Action punta a raccogliere fino a 75 milioni, mentre il Future of Life Institute ha avviato una campagna da 8 milioni. La regolamentazione dell’AI e quindi diventata un tema centrale nella battaglia per il controllo del Congresso.

All’interno del dibattito emergono divisioni che non coincidono perfettamente con le linee di partito. Alcuni esponenti della sinistra democratica, come il senatore Bernie Sanders, chiedono limiti piu stringenti allo sviluppo dell’AI e delle infrastrutture connesse, inclusa la possibilita di una moratoria sulla costruzione di nuovi data center, per ragioni ambientali e sociali. Sondaggi recenti mostrano che molti cittadini, a prescindere dall’orientamento politico, chiedono regole maggiori per garantire sicurezza e trasparenza, anche a costo di rallentare l’innovazione.

Anche nel campo conservatore non manca il dissenso: alcuni repubblicani hanno contestato un approccio eccessivamente permissivo e difendono il ruolo degli stati nella regolamentazione. Senatori come Josh Hawley e Marsha Blackburn hanno bloccato tentativi dell’amministrazione di limitare la capacita degli stati di legiferare sull’AI, mentre figure come il governatore della Florida Ron DeSantis hanno ribadito l’importanza delle autonomie statali. Parallelamente, pero, l’area politica vicina a Donald Trump favorisce un’accelerazione dello sviluppo dell’AI, vista come priorita strategica nella competizione internazionale.

Tra i sostenitori di un unico quadro normativo federale c’e David Sacks, investitore della Silicon Valley ed ex responsabile per AI e criptovalute alla Casa Bianca, che avverte come un mosaico di leggi statali possa ostacolare la crescita nazionale e avvantaggiare concorrenti esteri. Sacks e stato inoltre nominato nel consiglio di consulenza scientifica e tecnologica presidenziale insieme a figure di rilievo del settore tecnologico, una scelta che sottolinea i legami stretti tra industrie tech e processi decisionali politici.

Da Ashburn, in Virginia, si entra nella cosiddetta Data Alley, area con la piu alta densita di data center degli Stati Uniti. Qui decine di grandi strutture di cemento, spesso fortificate da sistemi di sicurezza, operano vicino a zone residenziali: nell’area si contano oltre 200 data center e, ampliando il perimetro alla Virginia del Nord, questa concentrazione gestisce una parte significativa del traffico internet. Il settore continua a ricevere investimenti rilevanti: nei primi undici mesi del 2025 sono stati investiti circa 47 miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti e in Canada, su un totale globale di 61 miliardi.

Per le persone che lavorano nei cantieri i data center rappresentano opportunita occupazionali, ma molti residenti denunciano effetti negativi sulla qualita di vita e sull’economia locale. Le bollette energetiche sono aumentate fino al 30 per cento e il grande consumo di acqua per il raffreddamento delle strutture solleva preoccupazioni: uno studio dell’Interstate Commission on the Potomac River Basin indica che la domanda idrica della regione potrebbe crescere del 17 per cento entro il 2050. I residenti segnalano inoltre rumore costante, perdita di terreni agricoli e riduzione delle aree naturali, questioni che stanno creando pressioni sia sui politici locali sia a livello federale.

Secondo un sondaggio di NBC News, la maggior parte degli elettori, a destra e a sinistra, favore regole piu rigorose sull’espansione dell’AI, una preoccupazione che in alcuni casi supera l’attenzione verso altre politiche recenti come quelle sull’immigrazione. <>, dice una residente che preferisce restare anonima, descrivendo l’impatto dei nuovi impianti sulle comunita locali. (di Angelo Paura)