La Polizia di Stato arresta, all’Arcella, nella serata di sabato 13 giugno, un 50enne cittadino tunisino per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, con applicazione della procedura del cosiddetto “Codice Rosso”

Fermato dai poliziotti delle Volanti mentre picchiava a calci, pugni e con un manico di scopa la moglie, causandole la frattura di una costola e 30 giorni di prognosi. Regolare sul territorio e già gravato da precedenti penali per maltrattamenti in famiglia, spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Il Questore Marco Odorisio dispone l’avvio della revoca del permesso di soggiorno e attiva la Divisione Anticrimine per l’adozione di misure di prevenzione personali.

Nella serata di sabato 13 giugno, nell’ambito dei quotidiani dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio effettuati dalle pattuglie della Polizia di Stato di Padova, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura hanno tratto in arresto un 50enne cittadino tunisino, per il reato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, per aver aggredito la moglie nella loro abitazione all’Arcella ed i poliziotti intervenuti in soccorso della donna, con danneggiamento dell’autovettura di servizio.

In particolare, alle ore 20, due Volanti venivano inviate dalla Sala Operativa, all’Arcella dove era stata segnalata sulla linea di emergenza 113 una lite, da una residente che udiva le invocazioni di aiuto di una donna sua vicina di casa.

I poliziotti, una volta giunti sul posto, individuavano subito l’appartamento potendo udire chiaramente le grida di aiuto di una donna in lacrime e l’aggressione ancora in atto nei suoi confronti, motivo per il quale si facevano immediatamente aprire la porta d’ingresso.

Nell’abitazione scorgevano una donna seduta a terra che piangeva ed un uomo con ancora in mano un oggetto di legno che tentava di chiudere il portone alla vista della pattuglia.

I poliziotti riuscivano ad evitarlo, facendo ingresso all’interno dove l’uomo, che appariva in stato di evidente alterazione psicofisica, in forte stato di agitazione, e con ferite superficiali sulle mani, tentava di aggredire gli agenti brandendo il pezzo di legno al fine di allontanarli verso l’uscita.

I due poliziotti riuscivano a bloccarlo e a farlo salire sull’autovettura di servizio per poterlo accompagnare in Questura ma, durante il tragitto, l’uomo sferrava fortissimi calci contro il finestrino posteriore della Volante, infrangendolo.

Contestualmente, la seconda Volante intervenuta soccorreva la donna, ancora molto scossa, accertando come la stessa presentasse numerosi lividi e dolori alla schiena, come in altre parti del corpo a causa dei colpi inferti dallo stesso, per cui veniva immediatamente fatto sopraggiungere personale del 118 che la trasportava con un’ambulanza in Ospedale.

Dai primi accertamenti effettuati gli agenti riscontravano come la donna, rientrata a casa da alcune commissioni fatte nel pomeriggio, si fosse trovata di fronte il compagno in stato di alterazione psicofisica il quale, dopo averla insultata e minacciata, l’aveva colpita con calci, pugni e bastonata con un pezzo di manico di scopa rotto, per motivi di gelosia.

Anche nell’appartamento i poliziotti riscontravano i segni di una lite violenta appena conclusasi, trovando a terra numerosi oggetti rovesciati e il bastone spezzato.
Veniva riscontrato come, inoltre, questo non fosse l’unico episodio di violenza contro la donna posto in essere dal marito, ma che episodi di aggressione fisica oltreché verbale, erano ormai frequenti.

L’uomo, negli Uffici della Questura, veniva sottoposto a fotosegnalamento ed identificato per un 50enne cittadino tunisino, regolare sul territorio nazionale, in Italia dal 2002, anno del primo fotosegnalamento, con numerosi precedenti a carico in materia di sostanze stupefacenti, maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e immigrazione clandestina.

Sussistendo la flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato ai danni dell’autovettura di servizio, è stata attivata la procedura del cosiddetto “Codice Rosso” ed il 50enne è stato tratto in arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica.

Al termine delle attività, lo stesso è stato associato alla Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova.

La donna, 56enne padovana, è stata dimessa nel corso della notte con una prognosi di 30 giorni salvo complicazioni per contusioni multiple e la frattura di una costola.

Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, vista la gravità dei fatti, ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio, con procedura d’urgenza, della revoca del permesso di soggiorno in possesso dell’uomo, nonché la Divisione Polizia Anticrimine per l‘adozione di Misure di Prevenzione personali.

(Questura di Padova)