Stati Uniti e Israele hanno intensificato gli attacchi mirati contro figure di rilievo del regime iraniano. Dopo l’uccisione di Ali Larijani, alto esponente politico, e stato eliminato anche il ministro dell’Intelligence, Ismail Khatib, considerato vicino alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Le autorita di Teheran sostituiscono i dirigenti colpiti senza mostrare crepe evidenti: <
L’analisi dell’intelligence Usa
La comunita dell’intelligence che assiste l’amministrazione americana avverte che gli attacchi diretti alla leadership iraniana e alle sue capacita militari stanno indebolendo la proiezione di potenza convenzionale di Teheran, riducendo le opzioni operative. Secondo questa valutazione, la posizione strategica dell’Iran e stata sensibilmente peggiorata, ma non si prevede un collasso imminente. Iran e i suoi proxy restano comunque in grado di colpire interessi statunitensi e alleati nella regione. Gli analisti ritengono inoltre che, se il regime sopravvive, potrebbe avviare nel tempo un programma pluriennale per ricostruire capacita missilistiche e di droni.
Il regime si arrocca e fa paura
Gli ultimi raid israeliani hanno segnato la catena di comando e spinto il regime verso un ulteriore irrigidimento. Mojtaba Khamenei, gia ferito in passato, non e una presenza pubblica costante e comunica raramente in prima persona; nel vuoto di visibilita istituzionale crescono invece ruolo e influenza dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran), rafforzati dall’eliminazione di figure di mediazione come Larijani.
Gli attacchi che hanno colpito infrastrutture nella regione, inclusa la paralisi temporanea nello Stretto di Hormuz, hanno convinto molti Paesi del Golfo, in particolare gli Emirati Arabi Uniti, a considerare la Repubblica islamica una minaccia esistenziale. Abu Dhabi afferma che piu di 2.000 droni e missili hanno preso di mira obiettivi in meno di venti giorni, con oltre l’80% degli attacchi indirizzati a infrastrutture civili – impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati – causando vittime e numerosi feriti.
I membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo finora hanno privilegiato misure difensive piuttosto che risposte aperte. Sultan al-Jaber, ministro degli Emirati, ha sottolineato che si tratta di aggressioni contro Paesi che cercano la diplomazia e ha affermato che qualsiasi soluzione politica duratura deve affrontare l’intero spettro delle minacce: dal programma nucleare iraniano alle capacita missilistiche balistiche e alla rete di gruppi armati regionali.
Cosa dicono gli osservatori
Nel breve termine gli analisti prevedono un inasprimento della linea iraniana, in un contesto gia segnato da tensioni sul mercato petrolifero e da un impatto economico globale. Esperti citati da media internazionali sottolineano che l’eliminazione di dirigenti come Larijani e vista da alcuni come una dimostrazione della capacita operativa israeliana, ma sollevano dubbi sull’efficacia strategica di tali azioni nel cambiare l’andamento complessivo del conflitto.
Alcuni osservatori ritengono che gli omicidi mirati possano avere effetti limitati sul piano operativo esterno, pur avendo il potenziale di disturbare il comando interno, rallentare i processi decisionali e demoralizzare le strutture. Larijani, in particolare, era considerato un punto di equilibrio e un interlocutore potenziale con l’Occidente; la sua morte potrebbe acuire tensioni interne nel breve periodo e allo stesso tempo favorire l’ascesa delle componenti piu intransigenti.
L’Iran 2.0 in mano ai pasdaran
Un timore ricorrente tra gli osservatori occidentali e che la rimozione dei leader moderati finisca per consolidare il potere dei pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione che detiene notevole influenza militare, politica ed economica. Secondo esperti, l’eliminazione di figure di mediazione accelera il processo di rafforzamento degli elementi piu duri all’interno del sistema. Inoltre, colpendo chi avrebbe potuto facilitare soluzioni politiche, si rischia di ridurre le opzioni di dialogo a livello nazionale e internazionale.
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