Hillary Clinton: never met Epstein, unaware of his crimes

A venticinque anni dall’uscita dalla Casa Bianca, Bill e Hillary Clinton si trovano di nuovo al centro di uno scontro legale con i repubblicani della Camera che li hanno costretti a testimoniare nell’inchiesta del Congresso sul caso Epstein. Hillary ha deposto per prima nella residenza dei Clinton a Chappaqua, New York; l’ex presidente sara ascoltato venerdi.

Cosa ha detto Hillary

Nella dichiarazione iniziale davanti alla Commissione di Vigilanza, Hillary Clinton ha dichiarato di non ricordare di aver mai incontrato Jeffrey Epstein, di non aver mai viaggiato sul suo aereo ne visitato la sua isola e di non essere stata a conoscenza dei suoi crimini. Ha detto di essere stata profondamente sconvolta dalle accuse e ha accusato l’amministrazione Trump di aver trascurato le vittime e di favorire, secondo lei, chi era coinvolto nei traffici.

Ha inoltre sollecitato la Commissione a interrogare direttamente, sotto giuramento, l’attuale presidente sui riferimenti al suo nome emersi nei documenti legati a Epstein, invece di affidarsi solo ai gruppi di stampa. Ha chiesto anche che venga fatta chiarezza sulla sparizione di file dal sito del Dipartimento di Giustizia in cui una vittima accusava Donald Trump di gravi reati.

Clinton ha sostenuto che chiunque possa fornire informazioni rilevanti – per esempio su presunte feste sull’isola di Epstein – dovrebbe essere convocato a testimoniare. Ha aggiunto che una commissione impegnata nella trasparenza dovrebbe pubblicare integralmente i fascicoli, con redazioni legali che proteggano le vittime e i sopravvissuti, anziche tutelare persone potenti o alleati politici.

La deposizione e stata temporaneamente sospesa dopo che il podcaster conservatore Benny Johnson ha diffuso su X un’immagine scattata durante l’udienza a porte chiuse; secondo la Cnn, citando fonti, l’udienza e poi ripresa. La deputata repubblicana Lauren Boebert, che avrebbe inviato la foto a Johnson, ha scritto su X che l’autore non aveva fatto nulla di male e che si doveva proseguire con la deposizione.

Rispondendo a una domanda della deputata repubblicana Nancy Mace su cosa provasse nei confronti delle ragazze che avrebbero massaggiato suo marito Bill e che sarebbero state messe in contatto da Epstein, Hillary ha detto di non essere li per parlare di sentimenti ne per fare supposizioni su fatti a cui non aveva assistito.

La testimonianza da casa

La scelta della residenza di Chappaqua come luogo della deposizione e il frutto di negoziati tra gli avvocati dei Clinton, David Kendall e Cheryl Mills, e il presidente della Commissione di Vigilanza, James Comer. L’accordo ha evitato l’immagine di un ex presidente costretto a presentarsi in Congresso. Comer, negli ultimi mesi, aveva avviato la procedura per dichiarare in oltraggio al Congresso l’ex coppia presidenziale in relazione al mancato rispetto di un mandato di comparizione che i legali dei Clinton avevano definito legalmente non valido e parte di una strategia politica dei repubblicani.

Alla vigilia del voto che avrebbe potuto portare a un’azione penale, i Clinton hanno infine accettato di deporre: i loro avvocati hanno negoziato le condizioni che hanno consentito le audizioni di questi giorni. Secondo la Cnn, la coppia si e preparata alle deposizioni con prove e revisioni delle circostanze del periodo in cui avevano rapporti con Epstein, alternando sessioni congiunte e separate per definire la strategia difensiva e rispondere alle domande ostili previste dai repubblicani.

Si dimette il ceo del World Economic Forum Borge Brend

Borge Brende ha annunciato il 26 febbraio le sue dimissioni dalla presidenza e dalla carica di ceo del World Economic Forum, l’organizzazione che promuove il vertice annuale di Davos, dopo la pubblicazione di notizie sui suoi presunti legami con Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali. In una nota l’ex ministro degli Esteri norvegese ha spiegato che, dopo aver riflettuto, ha ritenuto opportuno lasciare l’incarico affinche il Forum possa proseguire il suo lavoro senza distrazioni.

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