Una lavoratrice licenziata è caduta mentre saliva le scale per recuperare i suoi effetti personali e ha poi chiesto un risarcimento di 33.000 euro. L’episodio è avvenuto in Spagna: la dipendente era stata informata dell’intenzione dell’azienda di interrompere il rapporto di lavoro e, oltre a presentare una causa per discriminazione, ha aggiunto una richiesta di risarcimento per l’infortunio subito.
Secondo quanto riportato dal quotidiano As, l’Alta Corte di Giustizia dell’Andalusia ha respinto la domanda di risarcimento avanzata dalla donna, che lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento a Córdoba e aveva collegato la caduta alle ragioni che avrebbero portato l’azienda a concludere anticipatamente il suo contratto.
La ricostruzione dei fatti indica che la comunicazione del licenziamento è stata fatta intorno alle 14:00, pochi minuti prima che la donna salisse le scale e cadesse. La richiesta di soccorso risultava registrata alle 14:13, collocando cronologicamente l’incidente immediatamente dopo l’avviso verbale del licenziamento.
La lettera formale di licenziamento è invece arrivata via email circa un’ora dopo l’accaduto; il tribunale ha ritenuto che ciò non provasse che l’infortunio avesse costituito la causa del licenziamento. L’azienda aveva corrisposto un’indennità di fine rapporto di circa 346 euro, mentre i 33.000 euro richiesti includevano un risarcimento per l’infortunio e per presunte violazioni di diritti fondamentali. L’istanza è stata respinta e alla donna non è stato riconosciuto alcun ulteriore risarcimento.