Francia, nuova giornata di proteste: partecipazione in forte calo

Nuova mobilitazione oggi in Francia: le manifestazioni presentate come “a favore dei giovani e contro il carovita” hanno radunato cifre discordanti. L’intersindacale giovanile, che riunisce le organizzazioni studentesche e degli studenti delle scuole superiori Usl, Union étudiante, Fage e Unef, parla di 250mila partecipanti in tutto il Paese, di cui 75mila a Parigi. Il ministero dell’Interno invece stima 146mila manifestanti complessivi e 46mila a Parigi.

Alle proteste dei giovani si sono uniti anche i gilet gialli e diverse organizzazioni sindacali regionali, tra cui Cgt, Fo, Fsu, Solidaires e Cfdt.

Fermati due gilet gialli

Due esponenti del movimento dei gilet gialli, Benjamin Ball, membro del coordinamento, e la portavoce Azelma Sigaux, sono stati fermati nel primo pomeriggio davanti all’Assemblée Nationale. Secondo quanto riportato da Bfmtv, che cita l’avvocato dei gilet gialli David Libeskind, i due sono stati condotti al commissariato del 17° arrondissement di Parigi. Il coordinamento aveva deciso di mantenere un presidio in Place de la Concorde nonostante il divieto della prefettura di polizia, rifiutando di seguire il percorso autorizzato concordato con le organizzazioni sindacali.

Nuovo sciopero

Il premier Sébastien Lecornu ha convocato per lunedì a Matignon una conferenza con i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro e, nel pomeriggio, ha pianificato incontri con i rappresentanti degli studenti delle scuole superiori e dell’università. In una lettera inviata ieri alle parti sociali, Lecornu ha dichiarato di comprendere le richieste legate a salari e potere d’acquisto, oltre alle preoccupazioni dei datori di lavoro, e ha affermato che la conferenza servirà a presentare risposte concrete alle aspettative dei cittadini.

Studenti e insegnanti hanno indetto uno sciopero per martedì con l’obiettivo di mantenere la pressione sul governo affinché aumenti la spesa per l’istruzione. L’iniziativa si inserisce in un contesto di chiusure scolastiche e proteste che si protraggono da settimane. In una dichiarazione congiunta, i sindacati che rappresentano docenti e studenti hanno affermato che il movimento è in posizione di forza, mentre il governo appare in difficoltà e comincia a cedere; per questo invitano ad ampliare la mobilitazione e a proseguire la pressione sulle autorità.

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