Cyberattacchi, la denuncia di Tajani: “Miei dati su dark web, minacce alla mia famiglia per il sostegno dell’Italia a Kiev”

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani denuncia la diffusione, sul dark web, dei suoi dati personali e minacce rivolte anche alla sua famiglia. Tajani afferma di non farsi intimidire e di proseguire nel suo lavoro per proteggere il ministero e l’Italia, rafforzando la cooperazione con gli alleati.

Secondo Tajani, criminali informatici hanno pubblicato nelle scorse giornate informazioni personali su di lui sul dark web e cercano ulteriori dati, anche a pagamento, mettendo a rischio la sua sicurezza e quella dei suoi familiari. Il ministro dichiara che non si lascerà intimidire e che continuerà a difendere il ministero e il Paese, intensificando i rapporti con i partner internazionali per una protezione condivisa. Tajani indica la posizione italiana a sostegno dell’Ucraina come motivo politico che lo avrebbe messo nel mirino, e segnala che gli attacchi potrebbero essere anche una reazione alle misure adottate dalla Farnesina per rafforzare la sicurezza informatica. Dal 1° gennaio è stata istituita una direzione cyber al Ministero degli Esteri per contrastare le incursioni informatiche; la struttura è operativa e lavora in collegamento con gli alleati. Tajani ribadisce l’impegno a difendere la sicurezza nazionale e la protezione dei cittadini.

— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) November 7, 2026

Ribadendo le motivazioni, Tajani ha sottolineato che la posizione italiana sull’Ucraina è alla base dell’obiettivo politico contro di lui e che la Farnesina sta lavorando attivamente per contrastare queste minacce informatiche, con la nuova direzione dedicata al cyber e con cooperazione internazionale.

Non mi faccio intimidire

In un video diffuso alla stampa Tajani ha definito la situazione come parte di una “guerra ibrida” e ha detto di aver chiesto che il tema sia posto al centro del dibattito al G7 dei ministri degli Esteri a Parigi.

Ha spiegato che un gruppo di hacker filorussi avrebbe messo una taglia su di lui e sulla sua famiglia, offrendo denaro per ottenere informazioni sulla sua vita privata e sull’attività politica, con l’obiettivo di intimidirlo. Tajani ha ribadito che non si farà intimidire e che continuerà a sostenere le ragioni dell’Ucraina e a promuovere iniziative per la pace (VIDEO).

Riguardo alla pubblicazione di una foto contraffatta attribuita al vicepremier, diffusa dall’esponente politico Stefano Bonaccini, Tajani ha lanciato un appello ai partiti affinché difendano la democrazia e la libertà dall’uso strumentale di strumenti come l’intelligenza artificiale, sottolineando che tali pratiche favoriscono gli attori della cosiddetta guerra ibrida.

Accesso a dati Tajani su dark web avvenuto attraverso rete Tor

Le strutture di cybersicurezza hanno rilevato la comparsa di dati personali del ministro sul dark web in un’area accessibile tramite la rete Tor, che consente un alto grado di anonimato e viene utilizzata anche per attività illecite come la compravendita di informazioni riservate. I contenuti includono riferimenti personali e minacce rivolte al ministro.

L’attività di monitoraggio ha permesso di individuare la diffusione dei dati e i tentativi di acquisire ulteriori informazioni sul ministro e sui suoi familiari.

Il nome di Tajani compare in un elenco pubblicato sul canale Telegram del gruppo di hacker filorusso NoName057(16), che annuncia ricompense per chi fornisce informazioni su persone ritenute ostili alla Russia. Il gruppo ha creato, su un portale accessibile via Tor, una sezione definita “Tribunale” dove vengono pubblicate schede delle persone prese di mira, con richieste di dati su contatti, spostamenti, asset e collegamenti.

Il gruppo offre compensi economici per informazioni considerate confermate e utili, garantendo anonimato secondo il loro messaggio. Oltre a Tajani, nell’elenco figurano altre persone, tra cui il procuratore di Roma Francesco Lo Voi; il gruppo presenta i nominativi come soggetti su cui avrebbe aperto procedimenti nel proprio meccanismo interno.

Farnesina: Minacce a Tajani per posizione italiana a sostegno dell’Ucraina

La Farnesina conferma che le strutture di cybersicurezza hanno riscontrato la diffusione sul dark web di dati personali del ministro degli Esteri, in un’area accessibile tramite Tor, e sottolinea che il sistema viene utilizzato anche per traffici illeciti. Il ministero collega le intimidazioni alla posizione dell’Italia a favore dell’Ucraina e ricorda le misure adottate per la protezione informatica, tra cui la nuova Direzione cyber istituita il 1° gennaio.

Considerato l’aumento delle minacce ibride nei confronti dell’Italia e di altri Paesi europei, Tajani ha chiesto alla Presidenza di turno del G7 che il tema venga inserito nell’ordine del giorno della riunione dei ministri degli Esteri a Parigi il 9 e 10 novembre.

Il ministro ha inoltre espresso solidarietà al procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli e al sindaco Paolo Tassan‐Zanin per le analoghe minacce ricevute.

Le reazioni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà a Tajani, definendo preoccupante la messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni e chiedendo una risposta decisa.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato l’attenzione sulla “guerra ibrida” e su altre minacce come la guerra cognitiva — uso di dati e tecniche per influenzare comportamenti — sottolineando la necessità di anticipare e rendere più difficili tali attacchi, e di considerare la sicurezza informatica una priorità nazionale.

Maurizio Gasparri ha definito molto gravi le minacce rivolte a Tajani, collegandole a contesti russi e ritenendo il gruppo di hacker pericoloso. Ha inoltre riferito che esponenti di Forza Italia hanno ricevuto pressioni dall’Ambasciata iraniana a Roma in relazione a iniziative contro la pena di morte e ha ribadito l’impegno del partito a difendere la libertà e i diritti umani.

Gasparri ha aggiunto che nessuno si lascerà intimidire né da rappresentanti russi né da esponenti del regime iraniano, accusati di sostenere gruppi armati nella regione.

La leader del Partito Democratico Elly Schlein ha definito inaccettabili gli attacchi informatici a Tajani, osservando che colpiscono anche le istituzioni nazionali, e ha invocato un rafforzamento delle difese informatiche italiane alla luce di recenti episodi simili in Europa.

Il senatore Pd Walter Verini, esprimendo solidarietà, ha dichiarato di non escludere una matrice russa dietro le minacce.

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