A dieci anni dal lancio della strategia per un Indo-Pacifico libero e aperto, il Giappone intende intensificare la cooperazione con i Paesi del Sud-est asiatico attraverso investimenti in tecnologie, programmi di sviluppo delle competenze e formazione di personale specializzato. L’obiettivo dichiarato è sostenere la crescita economica e la prosperità condivisa della regione, rafforzando al contempo i legami bilaterali e multilaterali tra Tokyo e i partner asiatici.
Presentata nell’agosto 2016 dall’allora premier Shinzo Abe durante la Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell’Africa (TICAD VI) a Nairobi, la strategia Free and Open Indo-Pacific (FOIP) poggia sui principi di libertà, apertura, inclusività, diversità e rispetto dello Stato di diritto. Nel tempo l’iniziativa si è evoluta, ponendo crescente attenzione alla collaborazione concreta con i partner regionali, in particolare con l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN).
Un settore chiave della cooperazione riguarda le tecnologie digitali e la filiera dei semiconduttori. Il Sud-est asiatico sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle catene globali legate all’intelligenza artificiale e alla produzione di chip, anche come risposta alla necessità delle imprese internazionali di diversificare le forniture e ridurre la dipendenza da singoli Paesi, come la Cina.
Un esempio concreto è lo Stato malese di Johor, vicino a Singapore, che si è affermato come importante polo per i data center grazie alla disponibilità di spazi, a costi energetici relativamente contenuti e agli investimenti stranieri. Tra le realtà attive nella zona figura NTT Data, che sta realizzando un campus di data center con una capacità energetica prevista di 290 megawatt; il primo edificio è programmato per entrare in funzione nell’aprile 2027. Il progetto prevede anche l’uso di sistemi di raffreddamento a liquido, utili a gestire le elevate densità termiche richieste dalle moderne applicazioni di intelligenza artificiale.
Un’altra iniziativa riguarda la formazione specialistica nel settore dei semiconduttori in Vietnam: il governo vietnamita si è posto l’obiettivo di formare 50.000 professionisti entro il 2030. Il Giappone sostiene questo sforzo tramite la Vietnam Japan University, che nell’ottobre 2025 ha avviato un programma dedicato alla preparazione di tecnici e ingegneri del settore; il primo corso ha coinvolto 106 studenti e il secondo 107.
La cooperazione mira a rafforzare le competenze locali e a favorire la nascita di un ecosistema industriale dei semiconduttori in Vietnam, attraverso partenariati con aziende internazionali presenti nel Paese e la creazione di opportunità professionali sia in Vietnam sia in Giappone e negli altri Paesi della regione.
La strategia giapponese collega quindi la cooperazione economica e tecnologica allo sviluppo di reti formative e di scambi tra persone, ritenuti elementi fondamentali per costruire rapporti duraturi e di fiducia tra il Giappone e i Paesi del Sud-est asiatico.
Fonte: Jiji Press