Il presidente Bertin: “Non dobbiamo aspettare le bollette di gennaio e febbraio per accorgerci del problema”
La simulazione di Confcommercio Padova in assenza di interventi
La nuova data è quella di lunedì. Solo allora potrebbe vedere la luce il decreto bollette che dovrebbe fissare un prezzo al tetto del gas per abbassare i costi di luce e gas per imprese e famiglie.
In attesa di conoscere le decisioni del governo, il caro energia continua a preoccupare le imprese padovane proprio alla vigilia dei mesi più freddi dell’anno. In assenza di correttivi l’aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas rischia di tradursi in un aggravio significativo per migliaia di attività del commercio, del turismo e dei servizi, in una fase nella quale i margini aziendali sono già sottoposti alla pressione dei costi di gestione e della debolezza dei consumi.
A lanciare l’allarme è Confcommercio Padova, che richiama i dati più recenti del mercato energetico e le analisi dell’Osservatorio Confcommercio Energia.
I numeri confermano la gravità della situazione. Il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica è passato da 111,04 euro/MWh nell’ottobre 2025 a 230,82 euro/MWh nell’ottobre 2026, con un aumento del 108%. Nei primi giorni di novembre le quotazioni hanno registrato ulteriori tensioni, mentre il prezzo del gas di riferimento per ottobre ha raggiunto circa 0,945 euro al metro cubo standard.
Già a gennaio, l’Osservatorio Confcommercio Energia aveva evidenziato come le bollette delle imprese del terziario fossero ancora superiori ai livelli pre-crisi: +28,8% per l’elettricità e +70,4% per il gas rispetto al 2019.
“Non possiamo più considerare il caro energia come una semplice oscillazione dei mercati – sottolinea Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova – perché per una piccola impresa, la bolletta è un costo che deve essere sostenuto indipendentemente dall’andamento degli incassi. E quando aumenta in queste proporzioni, mette in discussione la capacità di programmare, investire e mantenere competitivi i propri prezzi”.
Sulla base dei costi medi delle bollette rilevati a livello nazionale dall’Osservatorio Confcommercio Energia nell’ultimo trimestre del 2025, Confcommercio Padova propone una simulazione degli effetti di un ulteriore incremento del 15-25% della spesa complessiva per luce e gas nei tre mesi da dicembre 2026 a febbraio 2027.
Si tratta di uno scenario di rischio, non di un aumento già accertato, che permette di quantificare gli effetti potenziali per diverse categorie economiche.
| Tipologia di impresa | Bolletta mensile di riferimento (2025) | Maggior costo nei 3 mesi invernali (+15-25%) |
| Negozio non alimentare | 855 € | 385–641 € |
| Bar | 1.009 € | 454–757 € |
| Ristorante | 2.083 € | 937–1.562 € |
| Negozio alimentare | 2.334 € | 1.050–1.751 € |
| Piccolo albergo | 5.263 € | 2.368–3.947 € |
| Albergo medio | 9.117 € | 4.103–6.838 € |
Elaborazione indicativa Confcommercio Padova su valori medi nazionali OCEN del quarto trimestre 2025. A parità di consumi, il maggior costo è calcolato applicando incrementi ipotetici del 15% e 25% alla spesa complessiva per tre mesi. Non costituisce una previsione ufficiale né una rilevazione locale.
“Per un ristorante – prosegue Bertin – un aggravio anche di 1.500 euro in un solo trimestre non è un dettaglio. Per un albergo può significare diverse migliaia di euro in più. E nel territorio padovano, dove commercio, pubblici esercizi, ricettività e servizi sono una componente fondamentale dell’economia, questi rincari rischiano di produrre conseguenze lungo tutta la filiera”.
Ma il problema riguarda anche i consumatori. Le imprese non possono infatti assorbire indefinitamente gli aumenti senza compromettere i propri margini, ma trasferirli interamente sui prezzi significherebbe penalizzare ulteriormente famiglie e consumi, alimentando una spirale che rischia di danneggiare tutti.
Non va dimenticato, inoltre, che secondo le elaborazioni di Confcommercio l’aggravio nazionale delle bollette elettriche delle imprese del terziario nel secondo semestre 2026 potrebbe superare il miliardo di euro, interessando soprattutto negozi, ristoranti, alberghi e bar.
“Per questo crediamo che il Governo debba intervenire tempestivamente sugli oneri che gravano sulle bollette delle imprese – sollecita Bertin – soprattutto quelle di minori dimensioni, e di favorire investimenti nell’efficienza energetica, nell’autoproduzione e nelle forme di acquisto aggregato dell’energia. Non possiamo continuare a chiedere alle nostre aziende di competere sul mercato europeo sostenendo costi energetici strutturalmente superiori a quelli dei concorrenti e, soprattutto, non dobbiamo aspettare che arrivino le bollette di gennaio e febbraio per accorgerci del problema. Gli interventi vanno adottati prima, non quando le imprese hanno già pagato il conto. Perché il rischio maggiore non è soltanto quello di un inverno più costoso, ma di ritrovarci in primavera con imprese più fragili, meno investimenti e minori opportunità di lavoro”.
PADOVA 6 NOVEMBRE 2026
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