Usa, Urbinati: “Voto storico che riconsegna Paese alla sua società, Trump cercherà di salvarsi”

Le elezioni di midterm hanno prodotto, secondo la politologa Nadia Urbinati della Columbia University, un risultato che lei definisce storico: un Congresso nuovo per composizione e demografia, più rappresentativo della società americana contemporanea. Per Urbinati si tratta di una vittoria significativa per i Democratici, con possibili ripercussioni sull’equilibrio politico nazionale e sulla prospettiva di una futura presidenza democratica. Allo stesso tempo il risultato mette sotto pressione il presidente Donald Trump, che ora potrebbe concentrarsi a difendersi da eventuali procedimenti di impeachment.

Urbinati sottolinea che il nuovo Congresso include rappresentanti molto diversi per provenienza, religione, etnia e orientamento politico: moderati, cristiani, socialdemocratici, musulmani, rappresentanti dei nativi americani e donne, riflettendo una pluralità che rispecchia la società odierna. Questo, per la studiosa, indica che ampie sezioni della popolazione hanno trovato spazio di rappresentanza. Secondo Urbinati il risultato è anche la conseguenza di errori politici compiuti da Trump, sia su temi istituzionali sia su immigrazione e altre politiche interne.

La studiosa, che è anche visiting professor alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, evidenzia che nelle regioni industriali del nord gli elettori, pur avendo sostenuto in passato Trump, si sono orientati verso politiche più legate al welfare e alla tradizione del New Deal anziché al sovranismo e ai dazi. Anche nel sud si registrano cambiamenti significativi: esempi come la vittoria di un democratico in Kansas dopo un secolo o segnali di spostamento in Texas mostrano che alcune aree del Sud hanno voltato le spalle al partito repubblicano tradizionale.

Per i Democratici, conclude Urbinati, il risultato rappresenta un cambiamento epocale che potrebbe influenzare il quadro politico a breve e lungo termine, comprese le future elezioni presidenziali. La radicalizzazione del discorso politico operata da Trump rende più difficile per un elettore moderato scegliere candidature repubblicane, perché il partito si è spostato su posizioni più allineate all’idea e allo stile politico del tycoon. Di conseguenza, a meno di una ristrutturazione prolungata del partito repubblicano, le possibilità per il GOP di riconquistare la Casa Bianca appaiono più limitate.

Urbinati osserva inoltre che Trump, per evitare il peggio e tutelare il proprio status, potrebbe cercare un compromesso e mostrare disponibilità a cooperare, anche perché teme l’avvio di un processo di impeachment. Sul piano internazionale, questa dinamica potrebbe raffreddare i rapporti con l’Europa e con forze politiche di destra europee che avevano trovato interlocuzione con l’amministrazione americana.

Analizzando il profilo politico ed economico del secondo mandato di Trump, Urbinati segnala che il populismo al potere ha spesso assunto tratti autoritari e che alcune scelte economiche hanno favorito settori della finanza a scapito di parti dell’industria nazionale, incluse piccole e medie imprese e settori tecnologici e dei servizi. Questo quadro ha contribuito, secondo la sua lettura, alla reazione elettorale osservata nelle midterm.

Quanto agli effetti internazionali, Urbinati ritiene probabile che il voto americano si inserisca in un contesto più ampio di ridimensionamento delle ondate di destra osservate in alcuni paesi. Pur non potendo stabilire con precisione l’impatto su ciascuna tornata elettorale europea, indica come possibile ricaduta un indebolimento di forze estremiste e un segnale contro politiche considerate eccessivamente punitive o divisive. In chiave mediorientale, invece, Urbinati prevede che gli Stati Uniti potrebbero affidare ai loro alleati arabi alcuni compiti operativi, ma con costi e ripercussioni anche per l’Europa, ad esempio sul controllo delle rotte petrolifere come lo Stretto di Hormuz. Infine, sulla questione dell’impeachment, Urbinati afferma che i Democratici dovrebbero valutare la coerenza delle loro scelte: non perseguire le responsabilità a suo avviso comprovate rischierebbe di compromettere la loro credibilità in vista delle prossime elezioni.