“In questa riforma non riesco a trovare un aspetto positivo. Adesso è il momento che i club parlino con una voce sola”.
Il presidente di Pallavolo Padova, Fabio Cremonese, interviene sul tema che in queste settimane sta coinvolgendo tutto il mondo della pallavolo. Si tratta della riforma dei calendari internazionali che la FIVB sta valutando per il quadriennio 2028-2032. L’ipotesi è di spostare in inverno parte delle competizioni delle Nazionali, compresi i Mondiali, e di fermare quindi i campionati per diverse settimane nel pieno della stagione. Sul tema si sono già espresse la Lega Pallavolo Serie A e la Lega Volley Femminile con una nota congiunta. Nei giorni scorsi è intervenuta anche la Sir Susa Scai Perugia del presidente Gino Sirci, che ha dato il via alla campagna #NoClubsNoVolley.
Pallavolo Padova si unisce alle società che hanno preso posizione. Secondo il club, un cambiamento così grande va costruito insieme a chi ogni giorno porta avanti i campionati. La decisione della FIVB è attesa nelle prossime settimane.
“Siamo d’accordo con i club che si sono esposti in questi giorni. Non è una presa di posizione contro le Nazionali, che sono importanti per tutto il movimento, ma contro un modello che rischia di indebolire proprio chi fa vivere la pallavolo ogni settimana. Un campionato si regge sulla continuità. Il pubblico si affeziona a una squadra partita dopo partita, gli abbonati scelgono di esserci per tutta la stagione e gli sponsor investono su un percorso. Interrompere tutto per settimane nel momento centrale dell’anno vuol dire spezzare questo legame, e non è detto che poi si ricostruisca facilmente.
Poi ci sono i giocatori, che vivrebbero la pausa in due modi opposti ma ugualmente difficili. Chi non è convocato resterebbe senza partite per un mese e mezzo, e perderebbe ritmo e condizione. Chi parte con la Nazionale affronterebbe un impegno intenso nel pieno della stagione. Rischierebbe di infortunarsi, o di tornare stanco e di dover ritrovare la forma proprio quando il campionato riprende e conta di più. Per una squadra significa gestire due gruppi con esigenze completamente diverse e ripartire quasi da capo.
C’è infine l’aspetto economico, che per le società non è secondario. Durante la pausa stipendi, appartamenti e organizzazione continuerebbero a pesare sui bilanci, mentre le entrate legate alle partite si fermerebbero. In pratica i club sosterrebbero i costi di una scelta presa da altri.
Onestamente in questa riforma non riesco a trovare un aspetto positivo, vedo soprattutto possibili danni e rischi molto alti per il nostro movimento. Sirci e la Lega si sono già espressi, ed è un segnale importante. Adesso credo sia il momento che i club parlino con una voce sola, unita e non frazionata. Solo così questa questione avrà il peso che merita e non passerà in secondo piano”.
Irene Beccaro
Ufficio Stampa Pallavolo Padova