Midterm 2026, italiano arrestato per frode elettorale: “Si fingeva cittadino Usa”

(Adnkronos) –
Un cittadino italiano è stato arrestato dall’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement Usa, con l’accusa di frode elettorale mentre gli Stati Uniti vanno alle urne per le elezioni di midterm 2026. E’ quanto sottolinea l’agenzia federale statunitense in un post su ‘X’. “Andrea Morzetta, cittadino italiano di 72 anni – scrive l’Ice-, è stato arrestato dall’Ice e accusato di voto illegale. Morzetta avrebbe votato in quattro elezioni federali”. L’uomo si sarebbe in sostanza spacciato per cittadino statunitense recandosi ai seggi nel 2014, 2016, 2020 e 2024. 

Secondo l’Ice, nel 2025 Morzetta avrebbe presentato una domanda di naturalizzazione, dichiarando di non essersi mai registrato per votare né di aver mai votato in alcuna elezione federale, statale o locale negli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalle autorità. Morzetta è stato accusato di aver votato illegalmente pur essendo cittadino straniero. In caso di condanna, potrebbe dover rispondere penalmente per aver occultato il proprio ‘storico elettorale’ e per aver mentito ai funzionari dell’immigrazione. Inoltre, rischierebbe di perdere il titolo che gli consente di soggiornare legalmente negli Stati Uniti. 

 

Morzetta, scrive il Dipartimento di giustizia Usa, è un cittadino italiano residente a North Haledon. E’ uno dei due uomini che è stato arrestato nella contea di Passaic, nel New Jersey. Secondo il procuratore federale Robert Frazer, si legge nella nota dell’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti del Distretto del New Jersey, Morzetta e Antonio Mitchell, 54 anni, cittadino giamaicano residente a Paterson, “sono stati accusati, con due distinti atti di denuncia, di aver votato in un’elezione federale pur non essendo cittadini statunitensi e di aver tentato illegalmente di ottenere la cittadinanza americana. Mitchell deve inoltre rispondere di un’ulteriore accusa di aver rilasciato dichiarazioni false durante la procedura di richiesta della cittadinanza”. 

Morzetta è comparso il 29 ottobre per la prima volta davanti al giudice federale Leda Dunn Wettre, presso il tribunale federale di Newark. Morzetta e Mitchell, si legge nella notta dell’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti del Distretto del New Jersey, “non erano cittadini statunitensi quando si sono registrati per votare. Nei rispettivi moduli di registrazione elettorale entrambi avrebbero dichiarato falsamente, sotto attestazione formale, di essere cittadini degli Stati Uniti. Per registrarsi e votare alle elezioni federali è infatti necessario possedere la cittadinanza statunitense”. 

Entrambi gli imputati, pur non avendo ancora ottenuto la cittadinanza americana, hanno espresso il proprio voto in almeno un’elezione federale: Morzetta, riferisce l’Ufficio del Procuratore, “ha votato di persona alle elezioni generali del novembre 2024” mentre “Mitchell ha votato di persona alle elezioni generali del 2022″. Al momento del voto, Morzetta, entrato negli Stati Uniti dall’Italia con classificazione P21 in qualità di coniuge di un residente straniero, e Mitchell, entrato dalla Giamaica con un visto B-2, non erano cittadini statunitensi e, pertanto, non erano autorizzati a partecipare alle elezioni federali. Dopo aver votato illegalmente, entrambi hanno presentato domanda per ottenere la cittadinanza statunitense attraverso la procedura di naturalizzazione, utilizzando il modulo N-400”. 

Nelle rispettive domande, “sia Morzetta sia Mitchell avrebbero dichiarato falsamente di non essersi mai registrati per votare e di non aver mai partecipato ad alcuna elezione federale”. Le accuse di voto illegale da parte di cittadini stranieri prevedono una pena massima di un anno di reclusione e una multa fino a 100.000 dollari. Il tentativo illegale di ottenere la cittadinanza statunitense è invece punibile con una pena massima di 10 anni di carcere e una multa fino a 250.000 dollari. L’accusa di aver fornito dichiarazioni false durante la procedura di richiesta della cittadinanza prevede una pena massima di cinque anni di reclusione e una multa fino a 250.000 dollari. 

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