Il primo ministro britannico Andy Burnham ha negato oggi di aver proposto il ripristino della libera circolazione tra il Regno Unito e l’Unione Europea, precisando che qualsiasi decisione in merito deve essere presa dall’elettorato britannico.
Alcuni ex alti funzionari avevano espresso preoccupazione per l’eventualità che il Regno Unito rientri nell’UE come membro a pieno titolo o aderisca al mercato unico o all’area Schengen; Burnham ha tuttavia chiarito che per ora nessuna di queste opzioni è sul tavolo.
In un’intervista all’emittente Itv il primo ministro ha detto di voler avviare una “discussione onesta” sugli effetti della Brexit sui flussi migratori, osservando che “l’effetto di queste politiche è stato la sostituzione di un gruppo di migranti, in precedenza europei, con altri provenienti da Paesi diversi”.
“Non ho proposto il ripristino della libera circolazione. Credo sia necessario un confronto sincero con i cittadini su come è cambiata l’immigrazione dopo la Brexit”, ha aggiunto.
Burnham ha indicato che il prossimo vertice con l’UE, previsto per il 20 novembre, potrebbe contribuire a definire intese su alimenti, bevande ed emissioni e a esplorare un accordo sulla mobilità giovanile. Le discussioni mirano a trovare una soluzione stabile e duratura tra Regno Unito e Unione, mantenendo aperte tutte le opzioni; secondo il Guardian una bozza è già circolata tra i 27 Stati membri, il che lascia intendere che un accordo definitivo potrebbe essere vicino.
Le autorità britanniche sarebbero pronte a stanziare fino a 450 milioni di sterline all’anno (circa 539 milioni di euro) per offrire tariffe universitarie agevolate agli studenti dell’UE, a condizione che Bruxelles permetta al Regno Unito di partecipare al programma industriale noto come “Made in Europe”.
Il premier ha comunque sottolineato che la percezione pubblica sull’adesione all’UE è cambiata e che non intende anticipare la volontà dei cittadini: “L’ultima parola su tutto ciò che riguarda la Brexit deve spettare al pubblico”, ha concluso.