Padova, 28 ottobre 2026
Comunicato Stampa
STOP AL CONSUMO DI SUOLO E RIPRISTINO DELLE AREE VERDI
LA SFIDA PER INVERTIRE LA ROTTA
Il consumo di suolo in Italia è un fenomeno in accelerazione, con più di 100 km² di territorio trasformato in aree artificiali nel corso del 2025, al ritmo di 3,2 m² al secondo.
Lo certifica ISPRA nel suo rapporto annuale da cui emerge come il nostro paese si allontani sempre più dagli obiettivi fissati dal Regolamento europeo sul ripristino della natura, in virtù del quale gli Stati Membri dovrebbero assicurare che nel 2030 non si registri alcuna riduzione di superfici occupate dagli spazi verdi rispetto a valori registrati nel 2024. Le regioni con maggiore copertura artificiale si confermano la Lombardia e il Veneto: nella nostra regione nel 2025 il consumo di suolo netto è stato di 519 ettari, un valore del tutto analogo a quello degli anni precedenti all'approvazione delle Legge 14/2017 teoricamente finalizzata al contenimento del consumo di suolo. Un dato che conferma ancora una volta la necessità di rivedere radicalmente i contenuti della legge, eliminando tutte le deroghe attualmente previste.
A Livello locale Padova rimane in testa alle classifiche venete per percentuale di suolo consumato sia come Provincia (18,69%) sia come Comune (49,88%).“Il Rapporto certifica una situazione consolidata e allarmante” commenta Francesco Tosato, presidente di Legambiente Padova “con un consumo di suolo che non accenna a diminuire e che rappresenta una delle principali minacce alla sostenibilità ambientale e all’adattamento ai cambiamenti climatici”. Eppure secondo ISPRA invertire la rotta è possibile e la sfida è duplice: da un lato, contenere l’espansione urbana e infrastrutturale; dall’altro, promuovere il ripristino ecologico e la rigenerazione urbana. In quest’ottica, osserva Legambiente, appare particolarmente significativa la foto di Padova pubblicata sul Rapporto che ritrae l’ex piazzale Boschetti.Un’immagine che racconta la depavimentazione di un parcheggio trasformato in un parco e che richiama al contenimento della cementificazione di aree verdi, realizzato attraverso la permuta delle palazzine del Boschetti con parte delle edificazioni previste in zona parco Iris.
“La salvaguardia dei terreni verdi rimane la strada maestra per non aggravare il primato negativo della nostra città” aggiunge Tosato “ma è oggi più che mai importante avviare anche percorsi di ripristino di superfici verdi attraverso interventi di depavimentazione, aumento della copertura vegetale negli spazi naturali interclusi e il potenziamento ecologico degli ecosistemi urbani.” Una proposta fatta di recente anche in relazione all’hub logistico di Alì per il quale Legambiente, dopo aver contestato il progetto, ha chiesto al Comune di prevedere una completa compensazione dei suoli consumati dall’intervento, attraverso opere di rinaturalizzazione di terreni da realizzarsi prioritariamente nel quadrante est della città, in aggiunta a quanto già previsto nell’ex caserma Romagnoli.
Nel Comune di Padova il Rapporto ISPRA individua quasi 900 ettari di aree potenziali per il ripristino degli spazi verdi urbani, pari a circa il 10% della superficie comunale, 1/3 delle quali in area pubblica e 2/3 in area privata. Una mappatura che, avverte Ispra, non rappresenta una prescrizione a trasformare tutte le aree in spazi verdi o boschi, ma indica il perimetro potenziale che il Comune potrà valutare per selezionare i siti specifici su cui intervenire. E Padova, secondo i dati del Rapporto, avrebbe ampi margini di manovra per lavorare in questa direzione.