Elezioni in Israele, scrutinio in corso: blocco pro Netanyahu in testa con 63 seggi

Con il 25,2% delle schede scrutinato, i risultati parziali diffusi dalla Commissione elettorale centrale assegnano al blocco pro-Netanyahu 63 seggi e a quello anti-Netanyahu 49. Gli otto seggi rimanenti sono attribuiti alla Lista Comune (Joint List), una coalizione di partiti a prevalenza araba che non si è schierata con nessuno dei due fronti. Il Times of Israel segnala inoltre che, al momento, alcuni partiti risultano sotto la soglia di sbarramento del 3,25%: Ra’am (3,2%), Reservists (2,9%), People of Israel (1,8%) e Charedi Public (0,2%).

Salutando i suoi sostenitori nella sede del Likud a Gerusalemme dopo la diffusione degli exit poll, Netanyahu ha affermato che il Likud è il primo partito in Israele. Ha criticato le previsioni dei media che davano risultati negativi al suo partito e ha sostenuto che il blocco di destra mantiene una maggioranza tra l’elettorato sionista. In dichiarazioni riprese dalla stampa ha anche detto che «l’Iran è più debole che mai, Israele è più forte che mai» e ha aggiunto che, insieme al presidente statunitense Donald Trump, Israele porrà fine alla minaccia iraniana.

Il primo ministro ha chiesto la formazione di un governo «di destra» e «forte», affermando che la maggioranza ebraica e sionista deve ritrovarsi e unirsi. Si è detto contrario a qualsiasi ipotesi di governo sostenuto dai partiti arabi israeliani.