Serbia, Fruscione (Ispi): “Vittoria Studenti è storica, governo avrà matrice civica”

La vittoria della Lista degli Studenti alle elezioni parlamentari in Serbia è stata definita uno risultato storico: ha interrotto 14 anni di governo di Aleksandar Vučić e appare come un classico caso di “David contro Golia”. Secondo Giorgio Fruscione, responsabile del Desk Balcani presso l’Ispi, la prospettiva è ora quella di un governo di matrice civica che possa rilanciare il processo di adesione all’Unione europea, mantenendo al contempo un atteggiamento pragmatico nei rapporti con la Russia. Fruscione sottolinea che il successo non era scontato, considerata la lunga fase di controllo esercitata dal regime su varie dimensioni della vita pubblica, compresi media e meccanismi di informazione.

Il partito di Vučić ha una struttura molto radicata: a livello europeo è noto per il numero elevato di iscritti, con stime che indicano che circa uno ogni nove elettori è registrato al Partito Progressista Serbo. Questo ha garantito al partito una leadership forte e un controllo diffuso dei mezzi di comunicazione, fattori che rendono la vittoria della Lista degli Studenti particolarmente significativa rispetto al contesto politico precedente.

Fruscione individua tre principali fattori alla base del successo della Lista degli Studenti. Primo, il movimento è rimasto estraneo alle appartenenze partitiche tradizionali, riuscendo a presentarsi come protesta nuova e autonoma rispetto alle contestazioni precedenti. Secondo, non è stato un movimento limitato a Belgrado: attraverso iniziative come marce, blocchi stradali e boicottaggi, gli studenti hanno intercettato consensi anche nelle aree rurali e in città diverse dalla capitale. Terzo, la perseveranza: si tratta di uno dei movimenti di protesta più duraturi in Serbia, capace di mantenere costante l’attenzione pubblica e l’attività di opposizione al regime.

La Lista è eterogenea e ha scelto nomi che rappresentassero diverse componenti della società; la lista elettorale conta 250 candidati con una rappresentanza di genere molto equilibrata. L’obiettivo dichiarato è il ripristino del corretto funzionamento delle istituzioni pubbliche, oggi percepite come strumentalizzate in favore del partito al potere, e il ritorno al primato del cittadino rispetto agli interessi di partito.

Sui rapporti internazionali, la politica estera non è stata centrale nella campagna della Lista degli Studenti: la priorità rimane il rafforzamento e il ripristino delle funzioni dello Stato serbo. Il Cremlino ha riconosciuto il risultato elettorale e si è detto disponibile alla collaborazione; la Lista ha chiarito che non intende introdurre sanzioni contro la Russia, scelta interpretata come pragmatismo politico. Sul fronte europeo, invece, si prevede che il futuro governo possa riprendere il negoziato per l’adesione all’Unione Europea, con segnali positivi arrivati da Bruxelles che indicano apertura e interesse a ricostruire il rapporto nel lungo termine.

Il futuro personale di Vučić è incerto: Fruscione ritiene probabile che la nuova maggioranza cercherà responsabilità politiche e possibili azioni legali per gli anni di governo appena conclusi. Non è escluso che Vučić possa decidere di lasciare la politica o addirittura la Serbia, ma al momento la situazione rimane aperta e dipenderà in parte dalle scelte degli attori politici e dall’evoluzione delle procedure giudiziarie e parlamentari.